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Monti: "La crisi sta passando". Cisl Bologna: “Crescono i disoccupati”

Dopo le parole del premier a Rimini, Alberani da Bologna smentisce l'ottimismo: "Le famiglie bolognesi sono in grandissima sofferenza tra assenza di lavoro per i figli, e le spese sempre più alte"

Sarà anche, come ha detto il presidente del Consiglio Monti a Rimini, che la crisi sta finendo. Ma i dati presentati dal segretario bolognese della Cisl, Alessandro Alberani, dipingono ancora un quadro a tinte fosche: a Bologna crescono gli iscritti alle liste di disoccupazione, a un passo da sfondare il tetto degli 80mila; al palo le assunzioni a tempo indeterminato; ricorso alla cassa integrazione in aumento; il tutto mentre manovre e spending review hanno contribuito a far schizzare in alto le tariffe.

FAMIGLIE BOLOGNESI IN GRANDE SOFFERENZA. "Io, sinceramente - ha detto Alberani incontrando i giornalisti - non vedo la fine del tunnel della crisi. Vedendo i dati siamo nella parte più nera. Le famiglie bolognesi sono in grandissima sofferenza tra l'assenza di un lavoro per i figli, e le spese che sono sempre più alte". Secondo i dati diffusi ieri dall'ufficio provinciale del lavoro, sono arrivate a 79.356 le persone iscritte alle liste di disoccupazione. Il 31 dicembre scorso erano 75.246, alla fine del 2008, 41.501. In cinque anni l'aumento è stato del 35%. E spesso, anche chi ha un lavoro non sorride poi tanto: solo il 15% delle nuove assunzioni è infatti a tempo indeterminato.

LAVORO: BASSA LA QUOTA DI APPRENDISTATO. Significativo, per la Cisl bolognese, la quota decisamente bassa di avviamento attraverso l'apprendistato, fermo a circa il 3%. E se il lavoro non decolla, a volare sono i prezzi con aumenti, in sei mesi, anche a doppia cifra: +7% per l'alimentazione, +28% per il trasporto; +4% i libri scolastici; +11% le tariffe del gas, +21% quelle dell'Enel. Pesante anche il fardello per chi ha un mutuo: l'incidenza sul reddito familiare in Regione ha raggiunto il 33%. Alberani ha spiegato che in forte crisi sono anche le aziende artigiane, il cui fatturato è ridotto di circa il 50%. Segnali positivi, per il segretario, possono arrivare dal tavolo proposto da Unindustria: oltre a rinnovare il giudizio positivo della gestione Vacchi ("abbiamo lavorato bene anche sul terremoto"), Alberani ha parlato di strumenti, da individuare, con cui cercare di capire in anticipo dove ci saranno crisi aziendali. Leggermente più critico il giudizio sull'amministrazione della città: "Sentire le ultime interviste di Merola - ha detto - è come sentire Monti. Tagli tagli tagli. Non si parla mai di sviluppo. Dobbiamo tornare a progettare il futuro. A partire, ad esempio, dalle Universiadi".
 

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