Giovedì, 18 Luglio 2024
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Pedonalizzazione: accelerata in Comune. Ora interpellati i cittadini

Ad aprile attesa l'approvazione definitiva e l'entrata in vigore del progetto, intanto la Giunta Merola si consulta con stakeholders e residenti. L'assessore alla mobilità 'gongola': "La città è con noi"

Accelerata alla pedonalizzazione, da parte del Comune di Bologna, che ad aprile dovrebbe vedere l'approvazione definitiva e la sua entrata in vigore.
Una spinta in avanti galvanizzata dall'appoggio al progetto scaturito da un sondaggio avviato dal Pdl (su un campione di 500 persone). Dati alla mano, infatti,  emerge che l'81% dei bolognesi è a favore del piano della pedonalità presentato nelle scorse settimane a Palazzo d'Accursio. E, sorpresa, a dire di sì è il 61% degli elettori di centrodestra, mentre di certo è meno inaspettato il quasi plebiscito, 91%, nel centrosinistra.

Non sono tardate ad arrivare parole 'gongolanti' da parte dell'assessore alla mobilità Andrea Colombo: "L'ampio e trasversale consenso che raccoglie il piano della pedonalità lo rende il nuovo progetto strategico attorno a cui può unirsi la città: al di là  delle  appartenenze politiche, infatti, ormai la stragrande maggioranza dei  bolognesi  è  per  un  centro  più  vivibile e respirabile, e a questo obiettivo è auspicabile contribuiscano tutti. La  Giunta  continuerà  dunque il percorso di consultazione già avviato per ascoltare  tutte  le voci, ma nel contempo si assumerà la responsabilità di andare avanti in modo rapido e convinto sulle scelte di fondo del progetto".
Secondo Colombo il sondaggio Piepoli "smentisce i luoghi comuni sulla pedonalizzazione, ad esempio che porti degrado". Non a caso oggi la giunta comunale ha inserito il centro pedonale nel piano generale di sviluppo della citta', "che per la prima volta allegheremo al bilancio", informa il coordinatore di Giunta Matteo Lepore. La manovra verra' varata entro la fine di marzo, con tutti i "progetti strategici del mandato e i progetti di singoli dipartimenti" del
quinquennio.

COINVOLGIMENTO CITTADINI E 'STAKEHOLDERS'. La consultazione sul centro pedonale avverra' attraverso quattro incontri nei quartieri del centro storico e sul web, attraverso il blog (https://dinuovoincentro.tumblr.com), dove "e' possibile compilare un questionario- recita una nota del Comune- sulle proprie abitudini di accedere e di vivere il centro di Bologna, lasciare i propri commenti, le proprie proposte e segnalare eventuali criticita', oltre che curiosare tra gli aggiornamenti giornalieri dedicati al percorso".  Gli incontri nei quartieri del centro si svolgeranno sabato 18 al San Vitale, dalle 10 alle 13; il 23 febbraio al Santo Stefano, in serata; il 25 febbraio al Saragozza, al mattino; il 3 marzo al Porto, unico caso in cui l'assemblea non si terra' nella sede del quartiere ma all'Urban Center di Sala Borsa, sempre al mattino. 
Dell'iter di consultazione "fa parte anche il tavolo di consultazione degli stakeholders, che si e' aperto la settimana scorsa e coinvolge circa venti fra organizzazioni di categoria, associazioni ambientaliste, sindacati e fondazioni- si legge ancora nella nota- chiamati a portare il proprio punto di vista e a confrontarsi tra loro sull'impianto del progetto".

MONITORAGGIO QUALITA' DELL'ARIA. Il  Comune sta  organizzando,  in collaborazione con ARPA, un monitoraggio  ambientale per caratterizzare i benefici delle diverse azioni del  piano della pedonalità “Di nuovo in centro”. Il monitoraggio includerà valutazioni sulla qualità dell’aria, sul rumore e sul risparmio energetico.
Il  primo  a  partire  sarà il monitoraggio della qualità dell’aria. Dal 15 febbraio  sarà  collocato  in  piazza del Nettuno il laboratorio mobile del Comune  gestito  da ARPA, dotato di diverse strumentazioni per i principali inquinanti.
Una  grande  novità  sarà  il  monitoraggio  del  “black carbon”, ovvero di carbonio  elementare  nel  particolato  atmosferico. Si tratta di una nuova metodologia  per  valutare  l'esposizione della popolazione alle componenti più  tossiche.  I  livelli  di  PM10  e  PM2.5,  infatti,  spesso non hanno correlazioni  con le misure urbane sul traffico, e con il rischio sanitario a  esso  collegato,  perché  sono  inquinanti  ubiquitari  e,  in parte, di formazione secondaria.

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