Dpcm e elenco regioni in zona rossa: nodo da sciogliere, Bonaccini scrive al Governo

"Indispensabile un contraddittorio per l'esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle Regioni" caratterizzate da scenari di elevata o massima gravità. Così il documento che contiene il parere delle Regioni sul dpcm 4 novembre

Siglato nella notte il nuovo Dpcm, che vede come maggiore novità il coprifuoco alle ore 22 diffuso su territorio nazionale e la divisione del paese in 3 zone di rischio: rossa (alto), arancione (medio), verde (basso). L'Emilia Romagna potrebbe rientrare in fascia arancione - pesa l’Rt a 1,6, ovvero oltre il livello di guardia stabilito dall’Istituto superiore di sanità- ma la partita non è ancora chiusa e la classificazioni delle regioni resta uno dei temi caldi.

L'approvazione del decreto, infatti, è arrivata non senza titubanze. Il documento che esprime il parere delle regioni - e trasmesso ieri sera al Governo dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini - parte dal presupposto che questa "seconda ondata della pandemia sta colpendo in maniera generale tutto il territorio nazionale", per questo le Regioni hanno ribadito "la richiesta di univoche misure nazionali ed, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale".

Dpcm 3 novembre: ecco il testo completo

Elenchi regioni e zone di rischio: "Serve contraddittorio dati"

Nel provvedimento ci sono misure che "destano forti perplessità e preoccupazione" e che "comprimono ruolo e compiti delle Regioni", attribuendo "al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici". Per questo motivo è "indispensabile instaurare un contraddittorio per l'esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle Regioni" caratterizzate da scenari di elevata o massima gravità.

Secondo le Regioni, si legge sempre nel parere, "non appaiono chiare le procedure individuate" e "le tempistiche con le quali viene declassificato il livello di rischio". Per questo è importante che le regioni possano "partecipare al percorso di analisi", anche per la " ricaduta delle misure a livello regionale".

In E-R indice di contagio a 1.63 

Misure a sostegno delle attività e dei lavoratori

Le Regioni chiedono poi che "contestualmente all'emanazione del d.p.c.m., sia definito con un provvedimento di legge "l'ammontare delle risorse, unitamente a modalità e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attività economiche che hanno subito e subiscono "limitazioni, sospensioni e/o chiusure".

E "con il medesimo provvedimento - si sottolinea nel parere delle Regioni - è necessario introdurre meccanismi di sospensione dei tributi relativi agli anni fiscali 2020 e 2021 per le stesse attività economiche".

Servono infine - ribadiscono le regioni - "misure normative e adeguate risorse finanziarie per i necessari congedi parentali per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e misure economiche di conciliazione per i lavoratori autonomi".

L'obiettivo deve essere quello, conclude il documento, di dare "certezze al fine di scongiurare un effetto depressivo e conseguenti problemi sociali, assicurando la contemporaneità delle misure di contenimento dell'epidemia con quelle di sostegno alle categorie economiche e sociali colpite".  

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