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Un giardino mai nato

Un giardino mai nato

Giardino ex-veneta, tra degrado e burocrazia. Borsari: «Pratica sbloccata»

Quella che doveva essere un'area verde con giochi per bambini e piste ciclabili da oltre cinque anni versa in uno stato di abbandono, tra rifiuti, cumuli di masserizie e siringhe. Intanto dal quartiere una buona notizia

Cinque anni di attese, un’altra proroga, qualcosa che si muove. Sembra destinata a sbloccarsi la situazione delle aree verdi del comparto ex-veneta, zona Cirenaica, lotti di terreno che aspettano di essere completati dal 2011. Una fondazione si sarebbe fatta avanti per rilevare le quote della fallita coop edile Copalc nel consorzio costruttore dell’area, riavviando di fatto l’iter burocratico per il completamento dell’area. Il tribunale di Bologna deve però formalizzare la nomina, e per vedere ciclabili, altalene, giochi e alberi nella zona bisognerà aspettare ancora.

A dare la notizia è lo stesso presidente di quartiere Simone Borsari, che parla di «schiarita» e si dice soddisfatto: «Ora si può sperare di riavviare i lavori, e realizzare quanto previsto». Sui tempi di realizzazione Borsari però  ammette: «Andremo oltre il previsto, ma ciò dipende anche dai tempi burocratici del Tribunale». I lavori infatti sarebbero dovuti partire entro fine anno, secondo un accordo procedimentale che Comune e costruttori avevano siglato in marzo. In origine era prevista un’area verde, con tanto di ciclabile fino via Paolo Fabbri e zona giochi per bambini. Il progetto complessivo di urbanizzazione valeva 1,3 milioni di euro in interventi urbanistici, ma dopo il fallimento di Copalc, Comune e privati hanno tagliato il progetto: niente più pista ciclabile, e meno giochi per bimbi. Rimaneva l’impegno a realizzare il giardino.

A prescindere dalle notizie sul fronte burocratico, nel lotto tra via Fasoli e via Zaccherini Alvisi le cose rimangono come stanno, e l’abbandono è evidente: masserizie accumulate dai cantieri, cartacce e lattine, sterpi, interi bancali di mattoni non utilizzati, qualche siringa, un giaciglio di fortuna, lucchetti di bicicletta sfondati. 
Una ragazza, in transito sulla ciclabile che guarda ai cumuli di cemento, sospira: «Durante la campagna elettorale alcuni politici si sono fatti vedere, anche su internet, e sembravano realmente interessati alla questione. Ma dopo le elezioni siamo tornati daccapo».

Altri testimoni riferiscono di frequentazioni sospette tra le sterpaglie dell’area abbandonata. «In estate -riferisce una residente- alcune persone si fermavano qui (nel parcheggio, ndr) e giocavano a carte, per terra, probabilmente perché c’era luce. Ma dove andassero a dormire non è dato sapere». Anche il lotto in via Berlinguer,  è fermo, e dove l’unico intervento apprezzabile negli anni è stato il ritinteggiamento dei pannelli di compensato che occultano la vista al cantiere in abbandono. Nei pressi di quest’area, in giugno, è stato ritrovato il corpo di un giovane tossicodipendente, stroncato da overdose. 

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