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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Centro Storico / Via Rialto

Il bando del Comune esclude i sexy-shop: 'Betty&Books' alla pari di un centro scommesse?

Era in via Rialto ed e' stato il primo sexshop per donne in Italia. Oggi l'associazione rimprovera a Palazzo d'Accusrsio di essere fuori dal mondo"

Perche' se il Comune affitta i propri locali a chi vuole aprire un'attività commerciale deve escludere i sexy shop? Se lo chiede l'associazione culturale Betty and Books, "conosciuta nel mondo - cosi' si presenta sul web- per aver aperto in Italia il primo sexshop per donne", una tra le varie attivita' promosse con l'obiettivo di "reinventare l'immaginario sessuale contemporaneo in chiave femminile e femminista".

Alle volontarie di Betty and Books, insomma, non e' andata giu' una delle clausole che Palazzo D'Accursio ha inserito nel bando per la messa all'asta di 11 locali tra negozi, magazzini, bar e posti auto. Il bando, infatti, esclude la possibilita' di aprire nei locali in questione una serie di attività: money transfer, phone center, sale giochi, agenzia di raccolta scommesse e, per l'appunto, anche sexy shop.

"Paura della dipendenza da sextoys? I sexshop sono negozi di vicinato, non per forza per soli adulti", sono le parole con cui l'associazione, su Facebook, ha commentato la notizia degli immobili messi all'asta. "La visione di queste attivita' commerciali e' veramente fuori dal mondo", scrivono da Betty and Books, che per alcuni anni (dal 2006 al 2011) ha gestito un sexshop in via Rialto, poi chiuso per crisi e sostituito da un negozio on line. "Chi ha avuto la fortuna di passare da via Rialto - scrive l'associazione - avra' visto mamme con bimbi sfogliare libri per l'infanzia sulle nuove genitorialita', adolescenti acquistare preservativi e coppette mestruali". Quello di via Rialto "e' stato il primo sexshop per donne in Italia, ma siamo salite al primo posto - continua il post - come il progetto di impresa piu' osteggiato e l'associazione culturale piu' stigmatizzata".

Betty and Books, per altro, segnala che anche nel bando Progetti per l'impresa (ex Mambo), sempre pubblicato dal Comune, "c'e' una nota di esclusione per il commercio al dettaglio (anche parziale) di articoli per gli adulti". E cosi' via: "Dal Mambo a Incredibol, dalla richiesta alle banche di un prestito, alla partecipazione a qualche 'evento' istituzionale - continua l'associazione - il mantra che dobbiamo seguire (da quanto? dieci anni anni) e' sempre lo stesso: ripulirci".

In altri termini, "la sessualita' in tutte le sue forme - educativa, artistica, autodeterminata, commerciale, culturale, editoriale o vibrante - e' osteggiata. Cosi' e'", scrive l'associazione. Betty and books cosi', ironizza sull'impronta culturale ed economica data nell'ultimo periodo alla citta', molto caratterizzata sul cibo: "Nella prossima vita ci chiameremo 'FoodPorn', una startup very cool. Magari ci andra' meglio".

(fonte Dire)

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