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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Bolognina / Via Aristotile Fioravanti, 12

Sgombero in via Fioravanti per 'Bancarotta'. Il collettivo ha vinto un bando nel 2019

La trattativa Comune-Bancarotta si è incagliata sulle richieste del collettivo che, se accettate, avrebbero stravolto, si spiega dall'amministrazione, le condizioni del bando di gestione

Sgombero in via Fioravanti, negli spazi dell'ex banca che quasi un mese fa erano stati occupati dalla rete di associazioni e collettivi Bancarotta. Lo sgombero in mattinata, e a darne notizia è la stessa Bancarotta sulla propria pagina Facebook.

Gli spazi erano stati occupati lo scorso 12 marzo per protestare contro i ritardi nella loro assegnazione da parte del Comune. Bancarotta, infatti, aveva partecipato a un bando comunale e lo aveva vinto nel 2019, ma non aveva mai avuto le chiavi dei locali dall'amministrazione. Da qui la decisione di occupare il mese scorso, occupazione che ora si è conclusa con lo sgombero.

Bancarotta e lo stallo con il Comune

Come sottolineato dal collettivo durante l’incontro lo scorso marzo, dopo la vittoria del bando si è aperto un tavolo con il Comune di Bologna – più precisamente con l’Ufficio per la Cultura e il Patrimonio dell’ex assessore e attuale sindaco Matteo Lepore – in cui sono state discusse per settimane le modalità di accesso allo spazio di via Fioravanti 12. Le due parti si scambiavano una bozza di mail in cui, dopo ogni incontro, venivano aggiornati gli obiettivi raggiunti e i punti che ancora meritavano un approfondimento.

Ma da dicembre 2019 il dialogo avrebbe cominciato ad incrinarsi. Ancora poco chiari i motivi del presunto mutismo da parte dell’amministrazione, anche se alcuni dei rappresentanti di Banca Rotta sembrano avere le idee abbastanza chiare: “Il progetto che ci vedeva coinvolti si posizionava in piena contrarietà rispetto alle logiche di mercato con cui il Comune di Bologna è solito ammantare la gestione degli spazi pubblici. Su alcuni siti come l’ex caserma Sani si cerca di monetizzare, quelli con meno valore vengono invece assegnati per bandi”. La proposta da parte della cordata di una gestione assembleare, che secondo Banca Rotta aveva riscosso pieno successo tra il personale amministrativo, sarebbe stato lo scoglio su cui le trattative si sarebbero infine arenate.

"Abbiamo continuato a scrivere, ma tra gennaio e febbraio 2020 si fanno di fumo. Sono scappati con le chiavi- disse Sandro, un altro membro del collettivo- abbiamo mandato tre mail certificate da febbraio a ottobre 2020. Non hanno più risposto". Le cose non stanno affatto così, ribatte oggi l'amministrazione tenendo a precisare di aver fatto tutti gli sforzi possibili per trovare una mediazione, salvo dover arrivare a dare un ultimatum di 15 giorni rispetto all'accettazione di alcuni paletti e limiti alla gestione, altrimenti l'assegnazione sarebbe stata ritirata.

E' a quel punto che Bancarotta sarebbe a sua volta "sparita", si spiega a a Palazzo D'Accursio, salvo poi tornare a chiedere risposte inviando mail "in cui dicevano di non aver più avuto informazioni dal Comune, ma allegando a queste loro stesse mail l'ultima comunicazione via Pec inviatagli dall'amministrazione".

Alla fine del tira e molla il tempo è scaduto: "Non hanno rispettato limiti e tempi per l'accettazione del bene", quindi gli uffici del Patrimonio hanno chiesto di ri-acquisirlo per assegnarlo "ad altra funzione". Cosa che non avverrà per bando: quegli spazi sono destinati ad "altro percorso, ma sempre con una progettualità pubblica".

La trattativa Comune-Bancarotta si è incagliata sulle richieste del collettivo che, se accettate, avrebbero stravolto, si spiega dall'amministrazione, le condizioni del bando di gestione; e questo avrebbe potuto creare problemi e contenziosi con altri soggetti interessati per via di un cambio delle regole a bando assegnato. Definita la vittoria di Bancarotta, andava fatto un contratto-convenzione per la gestione del bene.

Sgombero via fioravanti Banca Rotta-2

"E qui cominciamo i problemi", ricostruisce l'amministrazione, come riporta l'agenzia Dire. Il contratto-convenzione doveva recepire le condizioni del bando come gli oneri di gestione a carico di chi ne avrebbe avute le chiavi. Ma da Bancarotta sarebbe arrivata la richiesta di non pagare utenze né Tari e al Comune di farsi carico delle spese di ristrutturazione dei locali.

"Richieste ogni volta diverse" e su cui l'amministrazione dice di aver tentato a lungo una "interlocuzione: abbiamo cercato di andare incontro e di trovare soluzioni praticabili". Ma troppe cose, alla fine, sarebbero state diverse rispetto alle prescrizioni del bando: se accolte, "avrebbero creato un potenziale danno a tutti gli altri concorrenti". Il dialogo si incaglia definitivamente sulla responsabilità in solido per i locali: tocca all'assegnatario, ma Bancarotta vorrebbe 'collettivizzare' la formula "il che avrebbe portato a non avere alcun responsabile e non si può fare", stoppa Palazzo D'Accursio. Che comunque dice di aver provato ad andare avanti, prevedendo la possibilità di far entrare il collettivo mentre si limavano i dettagli dell'accordo.

"C'è in via generale un interesse dell'amministrazione a trovare modelli di governance diversi per i beni, ma in questa vicenda non era possibile cambiare le regole". Ala fine il Comune formalizza: "Questi i limiti, questo il contratto", la deadline scade, lo stabile torna al Comune. Di qui, poi, l'occupazione finita oggi. 

Nuova occupazione in Bolognina: Bancarotta si prende lo stabile di via Fioravanti | FOTO

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