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Botte e calci in faccia alla giovane sorella: in manette 33enne

Secondo quanto ricostruito dai poliziotti le violenze andavano avanti da diverso tempo. Ieri l'epilogo

Picchiata, presa a calci, e chiusa fuori casa. E' finito con un arresto un episodio di maltrattamenti in famiglia, culminato ieri sera con la chiamata di una ragazza di 24 anni alla Polizia. La donna, cittadina marocchina, ha spiegato in lacrime agli agenti che suo fratello la aveva percossa e colpita con un calcio alla faccia, al termine della ennesima discussione.

Arrivati sul luogo delle violenze, intorno alle 20:30 in un appartamento in zona Navile, l'uomo è stato trovato in casa e ammanettato. Si tratta di un 33enne, connazionale della sorella, con diversi precedenti penali e giudiziari, tra cui condanne per lesioni personali e rapina.

Secondo quanto appurato dagli agenti, da tempo andavano avanti violenze verbali e fisiche ai danni della 24enne. Il lavoro di lei, impiegata come cameriera, con frequenti turni serali, sarebbe stato bollato dal fratello con il sospetto che la sorella si prostituisse: di qui la pretesa di poter controllare i comportamenti della donna, ricorrendo anche all'uso delle botte. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia sembrano esclusi moventi di origine religiosa dietro alla condotta del giovane.

Alla fine dell'ennesimo episodio di violenza la ragazza, soccorsa per l'occasione anche dai sanitari del 118, è finita in ospedale con il naso sanguinante: ne avrà per 5 giorni. L'uomo invece è stato portato in carcere, ma rimane in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto.

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