Buoni spesa per redditi bassi, la Finanza scova un centinaio di 'furbetti'

I controlli delle Fiamme Gialle hanno portato a verificare come un centinaio dei 288 moduli non fosse in regola con i requisiti del bonus erogato dal comune, a favore delle famiglie meno abbienti

71 richieste compilate con "false autocertificazioni" e altre 33 con posizioni reddituali non compatibili con il bando in questione. Sono un centinaio di richieste irregolari di buoni spesa su 288 posizioni controllate.

A scoprirle, a Molinella, è stata la Guardia di Finanza di Bologna, monitorando appunto i bonus erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all'acquisto di generi alimentari e di prima necessità. Sono dunque 288 le posizioni controllate dalle Fiamme gialle che hanno fatto il riscontro delle informazioni dichiarate in sede di autocertificazione.

Di queste 71 sono risultate false, dato che i nuclei familiari, spiega la Gdf hanno "fittiziamente dichiarato di non aver fonti di sostentamento e di trovarsi in condizione di difficoltà economica ed indigenza, tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità". Altre 33 autocertificazioni, poi, recavano dati sulla posizione reddituale non compatibili con i requisiti per ottenere il buono.

Dai controlli è emerso che uno o più componenti delle famiglie che avevano fatto domanda, in marzo ed aprile avevano regolarmente percepito lo stipendio, o avevano avuto altre entrate "per cospicui importi", o erano percettori di Reddito di Cittadinanza, di disoccupazione o altre agevolazioni.

Le irregolarità, concludono le Fiamme gialle, saranno oggetto di segnalazione alla Autorità amministrativa per le ipotesi di indebita percezione di erogazioni pubbliche, nonché all'Ente locale per il recupero dei contributi erogati. (Red/ Dire)

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