Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Via del Gomito

Cellulari in carcere: trovato con il drone fuori dalla Dozza

Indagine lampo della Squadra mobile. Bloccato un giovane all'esterno della casa circondariale con diverso materiale che si apprestava essere portato all'interno

La squadra mobile di Bologna ha denunciato un giovane di 30 anni, cittadino albanese, trovato all'esterno del carcere della Dozza di Bologna intento  a fare entrare telefoni e altro materiale all'interno della casa circondariale, con un drone.

L'operazione si è basata su una indagine lampo, condotta dalla stessa Squadra mobile con l'aiuto della Polizia penitenziaria, su impulso della Procura della Repubblica coordinata da Giuseppe amato e della Dda.

Stando a quanto è emerso il trentenne, parente stretto di un detenuto di grosso calibro che alla Dozza sta scontando una lunga pena, è arrivato in Italia dalla Francia, Paese dove è abitualmente residente. L'ingresso in Italia risale a circa una settimana fa, ed è stato subito notato dai sistemi di tracciamento della polizia, che da tempo, dietro impulso strategico della Procura, stava tenendo d'occhio i parenti dei soggetti più pericolosi attualmente detenuti.

Telefoni in carcere con il drone: "Seguito sin dal suo ingresso in città" | VIDEO

Al trentenne sono bastati pochi giorni per approntare il tutto. Secondo quanto ricostruito dalla Mobile il giovane ha soggiornato presso una struttura ricettiva della città e allo stesso tempo ha effettuato alcuni sopralluoghi a piedi lungo il perimetro esterno del carcere stesso.

Il giorno della consegna evidentemente pattuita il ragazzo, arrivato fuori del carcere in auto, è stato trovato dagli uomini le donne della squadra mobile intento a comandare il drone, il quale, con un ingegnoso sistema di sgancio rapido, era stato già allestito per la consegna di tre micro-telefoni oltre a due altri smartphone, tutti rinchiusi dentro il polistirolo per proteggerli da eventuali urti.

L'uomo ora è stato denunciato a piede libero ma le indagini vanno avanti per capire a chi fossero indirizzati i dispositivi e se fosse o meno la prima volta che ciò avveniva.

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