Cronaca

Centro Brasimone: verso la produzione di radio farmaci

L'ex reattore nucleare, poi riconvertito in centro di ricerche, verso un nuovo impiego

Prosegue il progetto di rilancio del centro Enea del Brasimone, sull'Appennino bolognese. Che ora potrebbe diventare anche un impianto produttivo di radiofarmaci a tutti gli effetti, e non più solo adibito a test. La settimana scorsa si è insediato un gruppo di lavoro tecnico, coordinato dalla Città metropolitana di Bologna, per fare il punto della situazione e coordinare meglio i progetti che coinvolgono il Brasimone, dopo l'accordo siglato nel 2019 tra Enea, Emilia-Romagna, Toscana e gli enti locali del territorio.

Per quanto riguarda il progetto 'Sorgentina Rf', che prevede appunto la realizzazione del primo prototipo di un impianto per la produzione non convenzionale di radioisotopi utilizzabili per la filiera produttiva di radiofarmaci a scopo medicale, sono state completate le fasi di progettazione degli impianti e in parte di ingegnerizzazione dei principali componenti e degli impianti.

"Nei tempi massimi concessi dalla convenzione saranno realizzati gli obiettivi scientifici previsti dal progetto", riferisce la Città metropolitana di Bologna. Nel frattempo è stata avviata una verifica con le Regioni Emilia-Romagna e Toscana per "valutare una rimodulazione degli impegni, per rendere il progetto più adatto a una rapida evoluzione da dimostratore a impianto produttivo di radiofarmaci".

Nel complesso, spiega Alessandro Dodaro di Enea, "i progetti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna sono in corso e, seppure con qualche ritardo dovuto al Covid, stanno raggiungendo tutti gli obiettivi prefissati con grande risalto per l'immagine del centro. Una menzione particolare va all'accademia di volo per droni che sta riscuotendo un grandissimo successo".

Per quanto riguarda il programma 'Eurofusion', invece, "entro l'autunno verrà avviato il nuovo programma quadro che prevede investimenti per 10 milioni di euro per la realizzazione di tre facilities al Brasimone, mentre per il progetto 'Dtt' si stimano investimenti fra i 10 e i 15 milioni fra costi vivi e di personale".

Sul fronte del personale, infine, dall'avvio del protocollo nel 2019 "sono stati assunti o sono in fase di assunzione 10 ricercatori e due tecnici, e stanno per essere bandite altre tre posizioni, Inoltre, stanno prendendo servizio quattro ricercatori e si prevede l'assunzione di ulteriori 11 ricercatori e cinque tecnici con contratti a tempo determinato".
(San/ Dire)

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