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Consumo di suolo, fallisce obiettivo del G7 ambiente. Verso il 2030

Nel 2017 si parlava di ridurre il consumo di suolo del 20% entro il 2020. Ora si guarda al piano metropolitano

 

Era una delle otto sfide sull'ambiente sulle quali Bologna ambiva a guidare le altre Città metropolitane. Ma la Carta di Bologna, biglietto da visita del G7 ambiente che si tenne proprio sotto le Due Torri nel giugno 2017, a distanza di due anni e mezzo è in parte sbiadita. 

Bologna ha infatti già fallito l'obiettivo di ridurre il consumo di suolo del 20% entro il 2020. "Non ci siamo riusciti", allarga le braccia il consigliere delegato di Palazzo Malvezzi Marco Monesi. La Carta di Bologna fu sottoscritta in pompa magna alla Rocchetta Mattei dalle Città metropolitane alla presenza dei loro sindaci, dell'allora ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

"Forse - spiega Monesi alla Dire - l'obiettivo che ci si è dati di diminuire il consumo di suolo del 20% al 2020 era troppo ravvicinato e soprattutto c'erano strumenti in fase di modifica, c'era la legge regionale che arrivava e quindi il tutto è stato sicuramente più rallentato. Contiamo nel giro dei prossimi dieci anni si possa lavorare in quel senso".

Piano territoriale metropolitano

Infatti Bologna è pronta a rilanciare con il piano territoriale metropolitano, il cui varo è partito oggi con l'ok al percorso di elaborazione in conferenza dei sindaci. "Va messo in pratica - ha ricordato Monesi ai primi cittadini - l'obiettivo di azzerare il consumo di suolo entro il 2030 che ci siamo già dati", più stringente di quello indicato dalla stessa legge urbanistica regionale, la cosiddetta taglia-cemento.

L'assunzione del nuovo piano, che declina nel bolognese le indicazioni della nuova legge regionale, sarà definito a giugno con la prima assunzione: l'approvazione definitiva avverrà invece entro marzo 2021, prima del voto nel capoluogo che in ogni caso cambierà la guida della metropoli. Un primo passaggio importante sarà però già il mese prossimo la proposta del piano urbanistico (Pug) da parte del capoluogo.

"L'espansione è finita, dobbiamo lavorare su un'idea diversa", ha sottolineato il sindaco metropolitano Virginio Merola. "Sostituiamo la parola vincoli con la parola obiettivi", ha invitato ancora Merola. La negoziazione alla base della nuova legge, avverte ancora il sindaco, "non va intesa come cedimento alle necessità del momento, ma come fedeltà agli obiettivi".

Indispensabile però anche una certa semplificazione normativa. "Abbiamo troppi regolamenti diversi che rendono complicata la vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese. Avanti - ha detto ancora Merola - con l'aggregazione delle nostre istituzioni e le nostre partecipate per evitare sovrapposizioni inutili". (Dire)

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