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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca Centro Storico

Bologna, Ferragosto in città: tra lavoro e pranzi in famiglia

Molti negozi chiuderanno solo un giorno, in tanti hanno preso impegni con la famiglia, c'è chi approfitterà per sistemare casa e chi ha optato per un po' di ozio

"Lavoro anche a Ferragosto, ma dopo vado in vacanza in montagna. Di caldo, ne ho già preso abbastanza!". Esordisce così un tassista, che assieme ad altri due sta sostando in via dei Mille.

Nel fine settimana che precede il lunedì di Ferragosto le strade del centro sono animate come un qualsiasi altro periodo dell’anno. Solo uscendo un poco dalla cinta muraria si intravede il vero volto dell’agosto bolognese. Intere file di parcheggi vuote, portici desolati in pieno giorno, una sfilza di macchie bianche appiccicate alle serrande, quasi tutte abbassate. Vanno in vacanza persino i ristoranti giapponesi all-you-can-eat.

Qualcuno però sta andando a lavorare, e lo farà anche nei prossimi giorni. E’ il caso di una ragazza, che assieme alle amiche si sta recando in uno dei negozi di abbigliamento del centro. "Com’è Bologna in agosto? Vuota e triste". Non la pensano così i residenti, che si concedono qualche giorno in famiglia, magari a sistemare casa e fare lavori di ristrutturazione. Immancabili rimangono i turisti, aumentati di molto nell’ultimo anno, che perlopiù si fermano qualche giorno, prima di approcciare qualche altra città d’arte, come Firenze o Venezia. "Bologna è la prima città del nostro tour" dice una turista ungherese in compagnia del ragazzo: "Così, a prima vista, è adorabile".

I commercianti non mancano di essere inquieti, anche in questo periodo dell’anno. In via S.Stefano,  il titolare di una cartoleria lamenta il calo di affari dovuto ai lavori, e salterà e vacanze per recuperare, mentre in via Goito un parrucchiere ammette che quest’anno non farà ferie.
Continuando per la vie del centro, sembra di capire che la pausa ferragostana bolognese durerà poco. A differenza di qualche anno fa, dove la città si svuotava, nuovi mestieri, lavori precari, e servizi h24 fanno sì che le strade siano sempre frequentate, almeno, in centro storico.
In periferia, si sa, è tutta un’altra cosa.

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