Frode fiscale: sequestrato 1 milione di euro ad azienda di commercio carburanti

Le indagini della Guardia di Finanza hanno permesso di ricostruire il meccanismo fraudolento basato sul mancato versamento dell’IVA da parte di due società 'fantasma'

Sono stati i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari Gianluca Petragnani Gelosi, a sequestrare oltre 1 milione di euro, pari al valore delle imposte evase, a una società bolognese, operante nel settore della commercializzazione al dettaglio di carburanti per autotrazione. A finire nei guai è stata una donna di 56 anni, di Bentivoglio, stesso paese della sede legale dell'azienda.

L'accusa mossa nei confronti del rappresentante legale è di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”. In particolare, le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Tommaso Pierini, hanno permesso di valorizzare e suffragare gli elementi di prova acquisiti preliminarmente dall’Agenzia delle Entrate nel corso di una verifica fiscal,  e successivamente sviluppati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna, che hanno contestato, nella dichiarazione IVA 2018, l’utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti provenienti da due imprese , per un importo complessivo di oltre 5 milioni di euro.

I documenti, relativi alla compravendita di prodotti petroliferi per autotrazione destinati alla vendita al dettaglio, sono risultati emessi da due società “fantasma”  con sede, all’epoca dei fatti, nelle province di Gorizia e Genova, utilizzate “a schermo” dell’effettiva venditrice del carburante.

Le indagini hanno permesso di ricostruire il meccanismo fraudolento basato sul mancato versamento dell’IVA da parte delle due società cartiere, costituite con l’unico scopo di favorire l’illecita commercializzazione di prodotti petroliferi provenienti dalla Slovenia, ad un prezzo più basso di quello mediamente praticato sul mercato.

Un'operazione che testimonia, ancora una volta, l’impegno della Procura della Repubblica di Bologna, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate al contrasto ad ogni forma di evasione fiscale.

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