Cronaca

Omicidio Silvia Caramazza: fermato in Sardegna il fidanzato Giulio Caria

E' finita la fuga di Giulio Caria, il 34enne fidanzato di Silvia Caramazza, uccisa e messa in un congelatore

Si nascondeva dietro un cespuglio di macchia mediterranea,Giulio Caria, 34 anni, compagno di Silvia Caramazza, la 39enne uccisa, messa in un congelatore e trovata dalla polizia giovedì nel proprio appartamento in viale Aldini.

Il Pm di Bologna Maria Gabriella Tavano aveva emesso a suo carico un provvedimento di fermo per le ipotesi di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il fermo è stato eseguito dai Carabinieri: Caria, originario di Berchidda, comune della provincia di Olbia-Tempio, è stato rintracciato in zona, nella campagne di Padru, un piccolo comune adiacente.

Alla sua individuazione le forze dell'ordine sono arrivate anche con la collaborazione della squadra Mobile di Sassari. Le indagini condotte dalla Mobile di Bologna, infatti, avevano permesso di capire che Caria si era rifugiato nella sua terra d'origine. E a Padru è stata notata la Yaris grigia che usava Silvia, con la quale Caria ha raggiunto l'isola.

NESSUNA RESISTENZA. Il mezzo è stato trovato poco distante da dove poi l'uomo verso le 13 è stato fermato. Caria non ha opposto resistenza, ma ha mostrato meraviglia per il provvedimento di fermo. Nei racconti di Caria agli inquirenti c'erano state incongruenze. Il 19 giugno, quando un'amica di Silvia aveva denunciato la sua scomparsa, era stato contattato telefonicamente dalla polizia. Aveva sostenuto di essere a Catania con la donna. Ma, aveva aggiunto, lei non poteva rispondere al telefono. Aveva anche fornito l'indirizzo di dove alloggiavano, ma la polizia lì non ha trovato nessuno. Giorni dopo, il 25, l'uomo era stato sentito dalla polizia di Bologna. Questa volta aveva raccontato che aveva visto Silvia per l'ultima volta il 16 giugno, e che poi lei "era partita per la Grecia". "Costui fino ad ora ha detto solo menzogne - ha commentato il fermo l'avvocato Fabio Pancaldi, che assiste i familiari di Silvia Caramazza - Non abbiamo ancora la prova processuale che abbia ucciso Silvia. Speriamo che quando sarà davanti al gip dirà la verità su quel che è successo". Proprio da quello che dirà Caria gli inquirenti sperano di ottenere una serie di dettagli sulla dinamica dei fatti e sul movente, che potrebbe essere legato all'intenzione di lei di troncare il rapporto.

Apprezzamento per "il grande risultato ottenuto". Lo ha espresso il questore di Bologna Vincenzo Stingone, commentandoil fermo in Sardegna di Giulio Caria, accusato dell'omicidio della fidanzata Silvia Caramazza, un "fatto agghiacciante". Il questore ha voluto anche ringraziare la squadra mobile per "l'enorme impegno con cui ha lavorato" e "la sinergia con i colleghi dell'Arma", che hanno eseguito il fermo del presunto killer, il tutto "sotto il coordinamento della Procura".

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