Domenica, 21 Luglio 2024

Israele-Palestina, veglia e fiaccolata: "Noi sconfitti e complici, abbiamo responsabilità gravissime" | VIDEO e FOTO

"Cresceranno antisemitismo e odio antiarabo" se non cesseranno le stragi. In Piazza Maggiore anche Alessandro Bergonzoni

Due momenti in città per la pace in Israele e in Palestina la sera di ieri, 27 ottobre. Alle 19 si è tenuta una veglia di preghiera nella cattedrale di S.Pietro, poi una fiaccolata fino in piazza Maggiore, organizzata dal Portico per la Pace, con la partecipazione e gli interventi di Alessandro Bergonzoni e di Paolo Barabino, monaco dossettiano. 

Ferme le parole di Barabino che, oltre a chiedere la cessazione delle stragi di civili a Gaza, ricorda che vive a Montesole: "Bologna conosce bene il nome, il massacro a fine settembre 1944 nei tre giorni più duri uccise 800 civili, uomini donne e bambini, dove i bambini furono centinaia e il numero dei minorenni quasi la metà del totale" ha detto dal palco, ricordando anche che la nostra Costituzione ripudia la guerra. 

"Siamo venuti per invocare la pace sui popoli israeliano e palestinese, popoli che amiamo, popoli che rispettiamo nella prova che stanno vivendo. È una guerra segnata dall’orrore della strage dei civili - ha detto Barabino - così è stato fin dall’inizio il 7 ottobre per l’operazione terroristica di Hamas. Così è continuata per i bombardamenti di Israele". 

"Un crimine non giustifica un altro crimine. Anzi, ne produce dei nuovi" dice Barabino che cita le parole del patriarca di Gerusalemme dei latini, Pier Battista Pizzaballa, scritte il 24 ottobre: “La coscienza e il dovere morale mi impongono di affermare con chiarezza che quanto è avvenuto il 7 ottobre scorso nel sud di Israele, non è in alcun modo ammissibile e non possiamo non condannarlo. Non ci sono ragioni per una atrocità del genere […]
La stessa coscienza, tuttavia, con un grande peso sul cuore, mi porta oggi ad affermare con altrettanta chiarezza che questo nuovo ciclo di violenza ha portato a Gaza oltre cinquemila morti, tra cui molte donne e bambini, decine di migliaia di feriti [… ] I continui pesanti bombardamenti che da giorni martellano Gaza causeranno solo morte e distruzione e non faranno altro che aumentare odio e rancore, non risolveranno alcun problema, ma anzi ne creeranno dei nuovi. È solo ponendo fine a decenni di occupazione, e alle sue tragiche conseguenze, e dando una chiara e sicura prospettiva nazionale al popolo palestinese che si potrà avviare un serio processo di pace. Quando si scatena il vortice dell’odio, dell’ira e della vendetta reciproca si apre un tempo nerissimo e furioso
.”

"Noi sconfitti, cresceranno antisemitismo e odio antiarabo"

Poi parla di sconfitti: "A nostra volta incapaci di fermare le stragi dei civili. Perché nei nostri mari sono morti migliaia e migliaia di migranti e non finiscono e a volte siamo anche complici. Veniamo come degli sconfitti perché una guerra è in corso in Europa e non finisce e si spara anche con le nostre armi. Veniamo come degli sconfitti perché sulla storia che è alle radici del conflitto israelo-palestinese l’Italia e l’Europa hanno responsabilità gravissime. E anche la chiesa e i cristiani". 

Troppe ingiustizie nodi, vicende così annodate "che ognuno vive come vittima legittimata a vendicarsi. La fine sarà di migliaia di vittime e della possibilità di compassione tra i popoli. Nel cuore dell’uomo può salire l’assoluto dell’odio ed è una lotta durissima respingerl" continua affermando "l’assoluto della vita e del grido dei civili, innanzitutto dei bambini e degli ostaggi. Vogliamo chiedere la fine delle stragi e dei bombardamenti per la vita e il futuro del popolo di Israele e del popolo palestinese. È proprio se non si ferma il sangue che corre a fiumi che il loro futuro sarà sempre più buio. Per ogni civile morto ci sarà da una parte e dall’altra chi nella sofferenza giurerà vendetta e si radicalizzerà ulteriormente.  E, più generalmente ancora, cresceranno antisemitismo e odio antiarabo". 

Le ragioni dei due popoli

"Noi capiamo bene - sottolinea Barabino -  che il popolo israeliano nel momento in cui sperimenta una fragilità gravissima, percepisce un pericolo mortale incombente. Siamo responsabili anche noi e i nostri padri di questa paura profondissima. E capiamo bene che i palestinesi da decenni di occupazione e mancanza di giustizia siano portati alla disperazione e alla rivolta. Siamo responsabili anche noi dello stallo totale di ogni soluzione politica.
Ma se non ci si ferma il conteggio sarà catastrofico per tutti ed è già cominciata l’estensione dell’incendio ai Territori occupati in Cisgiordania e alla frontiera con il Libano e la Siria". 

Veglia e fiaccolata per la pace

"Noi stasera vogliamo chiedere la cessazione di ogni strage di civili perché crediamo che questo sia il primo passo di ogni altro passo - conclude - L’orizzonte non ha soluzioni facili e, se tutto non deflagra, probabilmente si potrà procedere solo a piccoli passi. Ma il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi civili è il primissimo passo che permette ogni altro”. 

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