"Salute, soldi, dignità": la protesta in centro nonostante il divieto

Gli attivisti dei centri sociali Tpo e Làbas in via Rizzoli per una manifestazione: "Siamo riders, lavoratori precari, studenti, attivisti e rivendichiamo il diritto a manifestare"

Foto Agenzia Dire

I centri sociali Tpo e Labas, come annunciato, rompono il divieto di manifestare nel centro di Bologna come disposto da un'ordinanza del sindaco Virginio Merola e alcune decine di manifestanti si sono presentate su via Rizzoli, con tute bianche e cartelli. Polizia schierata in tenuta antisommossa e centro blindato.

"Non è un'iniziativa contro il Dpcm, indossiamo le tute bianche per mandare il messaggio che si può rendere visibile l'invisibile, prendendo in condiserazione le necessità degli ultimi: salute, reddito dignità - ripetono gli attivisti -, parliamo di casa, partiamo dall'emergenza abitativa, ad oggi vediamo tantissime persone in difficoltà, sotto sfratto e che non sanno come pagare l'affitto".

"In questi giorni c'è stata una criminalizzazione del dissenso - dice Tommaso Falchi di Riders Union, multato e denunciato per la manifestazione di una settimana fa - noi lo vogliamo dire in modo chiaro: se possiamo scendere in strada per fare shopping e per lavorare, allora possiamo e dobbiamo scendere in strada anche per rivendicare i nostri diritti. Non ci stiamo, noi non stiamo in silenzio. Siamo riders, lavoratori precari, studenti, attivisti e rivendichiamo il diritto a manifestare".

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Anche Usb in piazza dell'Unità

Nel pomeriggio, anche il sindacato di base Usb è sceso in piazza per protesta. "Le limitazioni alle attività imposte per l'emergenza Covid comportano una perdita di salario e reddito reale nell'economia cittadina, che coinvolge molti lavoratori. A noi sembra che le ordinanze restrittive di Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna mettano la gestione della pandemia sul piano dell'ordine pubblico. Manca ancora un'idea di come affrontarla dal punto di vista del potenziamento della sanità e del trasporto pubblico". Così Fabio Perretta spiegando le ragioni del presidio che il sindacato di base, insieme a Potere al popolo e Noi Restiamo, ha indetto in piazza dell'Unità. 

Servono risorse da "investire in sanità, scuola e trasporti e per garantire un reddito a chi non ce l'ha", continua Perretta. A quanto spiega L'Usb, l'idea è di svolgere un'assemblea pubblica per poi cercare di raggiungere non il centro storico bensì alcuni luoghi non distanti da piazza dell'Unità: la sede di Tper, la Casa della salute e la sede del quartiere Navile. "Proveremo a portare sotto questi luoghi simbolo le richieste che stiamo costruendo insieme alla piazza".

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