Oggi Marco Biagi avrebbe compiuto 70 anni: "La nuove Br hanno ucciso l'uomo, non l'eredità che ci ha lasciato"

Il ricordo del giuslavorista nel giorno del suo compleanno

"Obiettivo centrato","Obiettivo centrato","Obiettivo centrato". Così i cinici timbri apposti sotto al portico di via Valdonica dai killer del giuslavorista Marco Biagi, freddato sotto casa sua, nel giorno della festa del papà di 18 anni fa. Sei colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata raggiunsero l'accademico bolognesi che spirò tra le braccia dei sanitari. A ucciderlo la mano armata delle nuove brigate rosse, che trovarono "campo libero" data la revoca della scorta al professore, avvenuta pochi mesi prima.

Gli attentatori hanno ucciso l'uomo, non la sua memoria, il segno che ha lasciato. Biagi oggi avrebbe compiuto 70 anni e nel giorno del suo compleanno Bologna Civica lo ricorda. «Si può ricordare per ciò che è stato, ma, sopratutto, ci si può domandare quale eredità ci ha lasciato, perché questa le nuove Brigate Rosse non l’hanno potuta uccidere» dicono. «Senz’altro non è stato un ideologo, anzi: ci ha mostrato che è possibile occuparsi di diritto del lavoro interessandosi in primo luogo dei lavoratori. Secondariamente, ha valorizzato la funzione dei corpi intermedi, quale è anche Bologna Civica. Infine, ha precorso i tempi, insegnandoci che la norma deve tenere conto delle circostanze e dei cambiamenti repentini cui il mondo del lavoro va incontro».

In effetti, la pandemia ha contribuito ad accelerare cambiamenti che erano già in atto, «anche se avrebbero richiesto forse un decennio per compiersi» continua il ricordo dell’Associazione. Oggi il lavoro richiede un ripensamento delle norme, perché i cambiamenti de facto sono arrivati prima di quelli de iure. «Le circostanze ci impongono di andare oltre i modelli che abbiamo conosciuto sinora. L’innovazione tecnologica, i rapporti tra i lavoratori e il territorio in cui vivono, i nuovi equilibri geopolitici, l’atipicità sempre più diffusa dei contratti, l’aumento delle “partite iva”, la grande mobilità delle persone, il lavoro da remoto ci impegnano a ridefinire le azioni e la tutela dei lavoratori, a partire proprio dalla realtà bolognese e dalle sue caratteristiche» prosegue Bologna Civica nella nota. «Ciò che compete all’Amministrazione comunale è cercare di stare al passo col cambiamento, attraverso la creazione e l’adeguamento delle infrastrutture, fisiche e digitali, dei servizi e degli ammortizzatori sociali: sono responsabilità che riguardano le singole città, non solo i livelli di governo regionale e nazionale.  L’industria 4.0 lo richiede, così come lo richiede la sempre più stretta connessione tra i luoghi di lavoro e i servizi del territorio: se vogliamo essere attrattivi per le imprese e, dunque, mantenere alti i livelli di occupazione, dobbiamo assumerci la responsabilità delle scelte, sulla via aperta proprio da Biagi» conclude l’Associazione.

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