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Cronaca Castel San Pietro Terme

Osteria Grande: truffa della "cauzione" ad anziani, ma scattano le manette

Una telefonata da parte di un sedicente avvocato riferisce del coinvolgimento del figlio in un incidente stradale. Copione già visto nei mesi passati con truffe ai danni di diverse persone, soprattutto donne e anziane, ma questa volta è lieto fine

Nella serata di ieri i Carabinieri della Stazione di Castel S. Pietro Terme hanno arrestato per truffa aggravata B. A., 36enne napoletano, ma residente a Reggio Emilia. Processato per direttissima, è stato condannato a 10 mesi reclusione, 300 euro di multa e obbligo dimora comune Napoli.

Introno alle 13 in una chiamata alla Centrale Operativa della Compagnia di Imola, un'anziana residente in Osteria Grande riferiva di aver ricevuto una telefonata da parte di un sedicente avvocato che le aveva detto che suo figlio aveva avuto un incidente con degli stranieri e che, essendo privo di assicurazione, era necessario pagare una “cauzione”.

Copione già visto nei mesi passati con truffe ai danni di diverse persone, soprattutto donne e anziane, ma questa volta a lieto fine. Come al solito, "l'avvocato" ha detto alla donna che un suo incaricato sarebbe arrivato per ritirare i soldi, mille euro che l'anziana ha consegnato a giovane italiano che indossava una giacca scozzese. 

Ma non sono bastati, poichè subito dopo era stata nuovamente chiamata per averne altri cinquemila euro. A questo punto l'anziana vittima comprendeva di essere stata vittima di un raggiro e chiamava il 112.

La pattuglia, giunta sul posto, dopo una breve perlustrazione, rintracciava nei pressi dell’abitazione della signora un giovane con indosso la giacca scozzese segnalata, poi identificato in B. A., con addosso i 1000 euro, tutti in pezzi da 50, appena ricevuti dalla vittima. 

LA RICOSTRUZIONE. Era stato il marito dell'anziana a rispondere alla telefonata di tale avvocato Pizzuto intorno alle 12, il quale riferiva che quella mattina il loro figlio, mentre andava a lavoro, aveva avuto un incidente stradale. L’uomo, cardiopatico, era andato in agitazione e aveva passato il telefono alla moglie. Il sedicente avvocato, continuando la telefonata, aveva detto che erano dai Carabinieri poiché il figlio aveva avuto un incidente stradale e che, essendo privo di copertura assicurativa, dovevano dare la somma di 3.200 euro per sistemare la pratica. inoltre aggiungeva che il figlio gli aveva dato il loro numero e, dopo averle chiesto dei dati (al fine di rafforzare l'idea della serietà della telefonata) aveva chiesto alla donna quanto denaro aveva in casa. Contestualmente la donna aveva fornito allo sconosciuto il suo numero di cellulare. Proprio in quel frangente era arrivato a casa un uomo sconosciuto, presentatosi come ''Luca”, per ritirare dei soldi, mentre il sedicente avvocato, sempre al telefono con la donna, le diceva di consegnarli.

L'avvocato, a  quel punto, ha detto all'anziana donna di andare in banca a prelevare non più 3.200 ma 5.000 euro. Chiusa la conversazione, però, i due coniugi avevano chiamato il figlio al telefono e ha nno scoperto che stava beniccimo e che non aveva avuto alcun incidente. Pertanto i due coniugi erano subito andati dal cognato che abita al piano soprastante e insieme chiamavano i Carabinieri.
Dopo qualche minuto, sul telefono cellulare della donna aveva chiamato il sedicente avvocato per chiedere se avevano trovato il denaro. Ma proprio in quegli istanti era arrivata la pattuglia dei Carabinieri che avevano fermato il malfattore.
B. A. è stato quindi tratto in arresto per truffa aggravata e trattenuto nella camera di sicurezza in attesa del processo per direttissima di questa mattina.

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