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Tensione in piazza Maggiore: banchetto contro il blocco sfratti, protesta dei collettivi

Una iniziativa di Ape-Confedilizia contro lo stop alle esecuzioni degli sfratti contestata dai collettivi per il diritto alla casa. La polizia è intervenuta e sono volate alcune manganellate

Momenti di tensione nella giornata di ieri in piazza Maggiore, durante un banchetto-manifestazione di Ape Confedilizia, contestato da due sindacati di base afferenti al mondo dei collettivi. La polizia è intervenuta per tenere separate le due manifestazioni, e sono volati spintoni e qualche manganellata.

Motivo del contendere proprio l'iniziativa della associazione di proprietari immobiliari, che si era data appuntamento sul Crescentone proprio per protestare contro il provvedimento di blocco degli sfratti deciso dal governo Conte, fino a fine dicembre.

Il blocco "è una misura demagogica che non penalizza solo i proprietari ma disincentiva tutto l’investimento dell’edilizia, e sappiamo che in Italia 'se l’edilizia va, tutto va'" recita una nota di Ape di lancio dell'iniziativa. "Questo ennesimo illiberale e populista blocco degli sfratti è decisamente contrario non solo al dettato costituzionale e al diritto naturale ma anche al semplice principio del buon senso. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai colmo".

Di senso diametralmente opposto il messaggio die Adl Cobas e Asia Usb, la cui 50ina di militanti si è trovata faccia a faccia con un cordone di polizia mentre cercavano di raggiungere il podio dai quali stavano parlando esponenti di Ape e alcuni storici esponenti della destra cittadina.

"Parlano di proprietà come se fosse un loro diritto divino e senza scrupoli non si preoccupano minimamente di cosa vuol dire non avere una casa, di cosa vuol dire essere sotto sfratto con un nuovo lockdown alle porte -chiosano i militanti- sono venuti in piazza scortati da un gruppo di fascisti che non hanno esitato ad esibire i loro slogan e i saluti romani, dimostrando ancora una volta che i nostalgici del ventennio stanno dalla parte dei più forti e non dalla parte dei più deboli.

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