Covid, Castaldini: "Più controlli e ingressi a scuola scaglionati, no piazze chiuse"

La consigliera regionale di Forza Italia chiede alla Regione di intervenire

"Chiudere le piazze a Bologna oggi è ormai l'unica soluzione possibile, perché la situazione è già precipitata. E' un modo per non gestire le cose. Ma se iniziamo a chiudere la città, è un problema". Così Valentina Castaldini, consigliera regionale di Forza Italia, esprime tutte le sue perplessità sull'intenzione del sindaco Virginio Merola di limitare l'accesso ad alcune piazze del centro in orario serale per evitare gli assembramenti, sul modello di piazza San Francesco.

"Avevamo una grande possibilità - critica Castaldini, ospite questa mattina di Ciao Radio - fare i controlli sanitari poteva essere l'occasione anche per risolvere i problemi storici di ordine pubblico in quelle piazze. Invece arriviamo molto in ritardo e l'unica soluzione oggi è chiudere. Ormai al sindaco non rimane altro da fare che vietare, ma il divieto è solo un modo di non gestire le cose".

Secondo la consigliera Fi, dunque, "se iniziamo a chiudere la città, è un problema. Io sono più per utilizzare gli strumenti che le istituzioni ci danno: abbiamo Forze dell'ordine straordinarie. Altrimenti si dica che ci sono zone di questa città che sono fuori controllo".

Castaldini affonda il colpo: "L'altro giorno sono passata da piazza Verdi, non c'erano controlli assidui. Oppure basta guardare gli autobus per capire che c'è qualcosa che non va. Forse il comitato per l'ordine pubblico dovrebbe vedersi ogni settimana per valutare le criticità". In particolare, segnala Castaldini, "il lavoro sugli autobus non è stato fatto. Si sta ancora discutendo su chi deve controllare, ma ad oggi nessuno ancora controlla". Non solo. 

"Mi chiedo perché ancora oggi per tutte le scuole non si facciano le entrate differenziate - critica la consigliera regionale - soprattutto i ragazzi delle superiori dovrebbero entrare a scaglioni, a distanza di un'ora, per evitare l'assembramento della mattina e dell'uscita.

E' una cosa che si può fare in due settimane. Si riuniscano i sindaci per capire la fattibilità e mettere a terra una soluzione come questa, che non richiede sforzi epici". Proprio il problema del trasporto pubblico, del resto, genera "il rischio di tornare alla didattica a distanza - avverte Castaldini - ma la Regione con supponenza dice che va tutto bene".

Secondo l'azzurra, inoltre, è ormai necessario "riscrivere i protocolli di sicurezza per le scuole. La situazione è cambiata: le mascherine ci sono, i test sono in farmacia e tra poco avremo i tamponi rapidi. In Veneto i sanitari entrano nelle scuole per mappare i casi, questo scongiura la didattica a distanza. Oggi abbiamo gli strumenti per evitare danni grandi, bisogna rimettersi al lavoro: non possiamo fermarci a quanto fatto mesi fa", sollecita Castaldini.

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