Cronaca Piazza di Porta Santo Stefano

Porta Santo Stefano, Comune e Quartiere sgomberano Atlantide: 'Non è un pesce d'aprile'

In una lettera l'avviso di sgombero dela Cassero occupato nel 1997: 'Lo stesso articolo del codice utilizzato anche per i beni confiscati alla mafia. E' uno spazio comune e non (del) Comune, Atlantide resta dov'è'

"Oggi, sulle sponde di Atlantide, è stato rinvenuto uno sgradevole pesce d’aprile e purtroppo non è affatto uno scherzo". In una lettera Comune e Quartiere hanno intimato i militanti del collettivo a lasciare il Cassero di Porta Santo Stefano entro quindici giorni "dopo quindici anni di vita in quel posto. Si tratta, in realtà, di uno scarno mandato politico per lo sgombero che sarà un reparto antisommossa ad eseguire" si legge nella nota. Lo sgombero è attuato ai sensi degli artt. 823 e ss. del c.c., ovvero dello stesso articolo del codice "utilizzato anche per i beni confiscati alla mafia, la cui finalità è quella di reintegrare la collettività nel godimento di un bene".

"Eppure, Atlantide è già da sempre un bene collettivo" scrivono "non solo stanno di fatto riducendo la nostra (r)esistenza a un problema di ordine pubblico, ma attraverso la retorica formale della legalità tentano persino di toglierci le parole per definirci. Insieme al danno, del resto, arriva sempre la beffa".

Il collettivo è entrato al Cassero di Porta Santo Stefano nel 1997 "il piano terra era vuoto e inutilizzato da diversi anni. Fino al 1993 c’era la sede di una storica sezione del PSI, la sezione 'Bentini', inaugurata nel 1945 da Francesco Zanardi. Ma non si è trattato di riqualificazione, bensì di riappropriazione diretta, attraverso la pratica dell’occupazione... Non ha alcun debito, nè materiale nè simbolico, con il Comune, né con altri tipi di istituzione. Non abbiamo mai ricevuto né richiesto finanziamenti pubblici, né privati. Al contrario, abbiamo utilizzato la nostra sede per finanziare altri progetti sociali, culturali e politici in cui credevamo. Non era sussidiarietà, è invece promozione della soggettivazione politica e 230732_336105006503718_1213273667_n-2del sostegno all’autodeterminazione dei soggetti con cui siamo in relazione".

Nel comunicato Sottolineano che vive da più di quindici anni "solo ed esclusivamente grazie all’impegno collettivo. Ma questo impegno non si chiama volontariato, si chiama autogestione.  I legami sociali e politici che abbiamo costruito in questi anni sono tanti, saldi e forti, ma non sono rubricabili come “associazionismo”, perché sono il frutto dell’autorganizzazione. Atlantide  Un luogo di condivisione, che ha come fulcro la  materialità delle vite, in un processo continuo e aperto di incontro, confronto, di rinegoziazione continua delle regole della con-vivenza sociale nello spazio di autogoverno che ci siamo date. Per questo abbiamo deciso di sciogliere le associazioni con cui avevamo firmato la convenzione nel 2008, Donnedimondo, Lo Spazio ed Eccentrica. Per questo aderiamo al progetto di Comitato per la promozione e la tutela delle esperienze sociali di autogestione, lanciato da XM24 e raccolto da diversi spazi sociali, singolarità e realtà autorganizzate cittadine".

Promettono battaglia "Non è più tempo di camuffare le nostre esperienze di autogestione e autorganizzazione  iscrivendole in un registro. Non è più tempo per la “normalità” delle convenzioni. Non è più tempo di permettere che ci mettano a(l) bando. E’ il tempo di rivendicare a viso aperto tutto l’orgoglio per la nostra diversità. Atlantide resta dov’è".

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