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Imola. Evade dai domiciliari, malmena e deruba una donna: 'Colpa dello Stato, non ci tutela'

Malvivente evade e viene tradito dal braccialetto elettronico. Insorge la Lega: “Solidarietà alla donna, vittima non solo di un delinquente, ma anche di uno Stato che non garantisce la sicurezza”

Ha evaso gli arresti domiciliari per mettere a segno una rapina, ma è stato dal braccialetto elettronico che aveva al polso, e che serviva appunto per controllare che non infrangesse il divieto di allontanamento dal proprio domicilio. Così lo scorso weekend è finito nei guai un 30enne.

Il malvivente ha incrociato la sua preda per strada, ad Imola, in via Mazzini. Si è avventato addosso alla donna, sferrandole un pugno per poi strapparle via una catenina che dal collo e la borsetta dalle mani.
Prontamente gli agenti della polizia – allertati dal braccialetto sull’allontanamento dell’uomo – sono intervenuti e lo hanno intercettato mentre era fuori casa. L’uomo è stato arrestato e processato poi per direttissima.

Il caso ha sollevato le polemiche della Lega Nord sez.imolese. “La vicenda –il leghista Daniele Marchetti -  conferma ed aumenta le nostre preoccupazione sui continui svuotacarceri che il Governo a larghe intese ha approvato”.

L’episodio – secondo il segretario del Carroccio imolese – sarebbe “la dimostrazione che se una persona delinque, deve rimanere in carcere a scontare la propria pena recluso. Come Lega Nord esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla ragazza rapinata, vittima non solo di un delinquente, ma anche di uno Stato che non garantisce più la sicurezza dei cittadini.”
 

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