Imola: gioco d'azzardo 'sfrattato', le sale slot chiedono tempo

L'associazione di categoria chiede una moratoria di sei mesi alla legge regionale che impone l'allontanamento dai luoghi sensibili

Sospendere per sei mesi gli ordini di chiusura notificati alle sale da gioco non in regola con le distanze minime dai luoghi sensibili tra cui scuole, chiese e ospedali. E' quanto chiede Astro, l'associazione che rappresenta gli operatori del gioco lecito, a sei Comuni dell'Emilia-Romagna (Imola, Faenza, Forlì, Bellaria, Cesenatico e Cervia) che in questi giorni stanno comunicando agli esercenti interessati l'obbligo di chiusura o di trasferimento dell'attività aziendale entro il 21 luglio. Tutto nasce dalla legge regionale sui giochi del 2013 che impone alle sale da gioco situate a meno di 500 metri dai luoghi sensibili (tra cui chiese, scuole, ospedali) di chiudere o trasferirsi.

E' proprio sulla seconda ipotesi, quella della delocalizzazione, che si sofferma Astro affermando in una nota che "il trasferimento non è realizzabile in quanto nel territorio regionale non vi sarebbero aree 'non sensibili' disponibili". Questo, continua Astro "determinerebbe l'estinzione delle attività della regione".

L'associazione quindi avanza una richiesta di proroga di sei mesi sugli ordini di chiusura imposti così che si possa "attendere che, a livello nazionale, si faccia chiarezza sulla regolamentazione in materia". Infatti, queste decisioni "si pongono in aperto contrasto con l'accordo siglato tra Governo e enti locali (e quindi anche dall'Emilia-Romagna) lo scorso 7 settembre"; accordo che prevede che "Regioni e Enti locali adottino nei rispettivi piani urbanistici criteri che, tenendo anche conto della ubicazione degli investimenti esistenti, consentano un'equilibrata distribuzione nel territorio", per evitare zone scoperte o eccessivamente concentrate.

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Astro ricorda che in Emilia-Romagna sono 3.900 gli esercizi che vivono totalmente o quasi grazie all'offerta del gioco lecito. Di questi, 3.500 sono esercizi generalisti (bar, tabacchi, eccetera) e contano circa 7.500 addetti; 400 sono sale dedicate, con 3000 addetti. Per questo, la riduzione dell'offerta di gioco, secondo Astro, "non potrà che avere conseguenze sul livello occupazionale del settore" perché "sono circa 12.500 i posti di lavoro messi potenzialmente a rischio dal taglio di apparecchi e punti vendita". (Saf/ Dire)

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