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Giro di vite contro blocchi stradali e scioperi: lavoratori in presidio contro il Dl Salvini

Aderenti al sindacato di base Si Cobas protesta davanti la prefettura contro l'aumento di pena contenuto nel Dl sicurezza e immigrazione ai picchetti fuori delle aziende in caso di sciopero

Pene detentive e problemi con il permesso di soggiorno, se si partecipa a un picchetto o un blocco ai camion fuori delle aziende durante uno sciopero. Contro questo protestano stamane 200 aderenti al sindacato di base Si Cobas, in massima parte lavoratori del settore della logistica, in presidio sotto il palazzo della prefettura di Bologna.

Il Dl Salvini, che sta per approdare in discussione alla Camera dei deputati, tra le altre cose inasprisce le pene per chi realizza blocchi stradali e introduce la possibilità di revoca o diniego del permesso di soggiorno per chi prende parte alle proteste, in un settore dove la stragrande maggioranza dei lavoratori è straniera. "Con una legge come questa oggi in Francia (il riferimento è alle agitazioni dei cosiddetti 'Gilet gialli', ndr) avremmo centinaia di migliaia di 'criminali' da mettere in prigione", si legge nel volantino che indice la manifestazione.

Tensione all'Interporto, cariche e feriti durante protesta dei facchini

Un giro di vite quindi che è fumo negli occhi per i lavoratori della logistica, impegnati negli ultimi anni da una serie di vertenze spesso proprio sfociate in presidi-picchetto davanti le aziende, con il blocco dei camion che trasportano le merci fuori dei cancelli aziendali.

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