Cronaca

Anziani maltrattati in casa-famglia, sputi e frasi shock: "Se muore un rompic... in meno"

Sputi e spintoni, uso smodato di sedativi per 6 ospiti della struttura alla Croara. 4 misure cautelari e varie denunce per titolare e collaboratori. Radiato medico compiacente

Sputi, spintoni e uso smodato di medicinali e sedativi ai danni degli ospiti di una casa-famiglia alla Croara di San Lazzaro di Savena. Dopo una lunga attività di indagine, questa mattina i Carabinieri della Compagnia Bologna Centro e dei Nas, coordinati dal pm Augusto Borghini, hanno sequestrato la struttura facendo scattare le manette per il titolare, D.V., per la giovane direttrice D.C. e l'operatrice socia sanitaria D.S.G. sono stati disposti gli arresti domiciliari, interdizione dalla professione per un medico di base a Bologna e San Lazzaro, mentre la compagna del titolare e tre dipendenti sono stati denunciati in stato di libertà. 

Devono rispondere dei reati di maltrattamenti aggravati da futili motivi in danno di persone di minore difesa e per aver agito con abuso del rapporto fiduciario, esercizio abusivo di professione sanitaria e lesioni pluriaggravate. 

Il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, fa sapere che per alcuni degli indagati, al momento sotto inchiesta a vario titolo per "maltrattamenti aggravati da futili motivi in danno di persone di minore difesa e per aver agito con abuso del rapporto fiduciario, lesioni gravi pluriaggravate ed esercizio abusivo della professione medica", potrebbe essere ipotizzato il reato di tortura. 

Operazione 'Fiore velenoso'

"Se campa campa, se muore arrivederci, un rompic... in meno, il modo alla fine lo trovi perché lo riduci come uno zombie e il problema è già finito, davanti ad un ospite che, stranamente, sanguina, pensa immediatamente che la cosa possa essere preludio a toglierselo dal c... , i vecchietti rompono il c..., abbaiano, non fa niente se è andato in blocco renale, fai finta di niente e fa lui la pipì nel pannolone". Queste alcune delle frasi pronunciate dal titolare e intercettate dai Carabinieri che per ben due volte, a settembre del 2017 e a febbraio del 2018, sono entrati con un pretesto nella casa. 

In un episodio, mentre i militari erano "in ascolto", intuendo l'aggravarsi delle condizioni di salute di un 90enne, sabato scorso si sono presentati e hanno chiamato il 118. 

I collaboratori non erano da meno, come la direttrice: "Gli ho detto stai calmo, gli ho sputato", mentre una OSS esordisce con un "lo ipnotizzo". 

Le intercettazioni shock

'Siamo una macchina da guerra'

Il medico di base che ha fornito al titolare il proprio timbro e ricettario in cambio di denaro si vanta addirittura; "Siamo una macchina da guerra". In pratica ha consentito alla struttura di approvvigionarsi di ogni tipo di medicinale e ha delegato le sue funzioni di sanitario, permettendo di cambiare a piacimento le terapie, arrivando persino a legare al letto gli ospiti. I farmaci venivano prescritti inoltre con "ricetta rossa" quindi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. 

La casa-famiglia "Il fiore" 

"Sono le strutture più a rischio - ha detto ai cronisti il luogotenente dei Nas Angelo Palmas - perché chiunque abbia uno spazio a disposizione può aprire una casa-famiglia ospitando un massimo di 6 persone". "Il fiore" ospitava 8 persone, quindi due in più, dai 60 ai 90 anni che versavano rette mensili dai 1.500 ai 3mila euro. 

"Non si ha la consapevolezza dell'abuso se si tratta di un mezzo chimico, di un medicinale per sedare gli ospiti, quindi anche i familiari non lo hanno percepito, non riscontrando segni fisici". 

I sedativi, ansiolitici, calmanti e barbiturici, venivano "serviti" nel caffè o nei succhi di frutta. Insieme ai Carabinieri, questa mattina sono entrati nella casa-famiglia anche gli esperti di tossicologia forense dell'Università di Bologna che hanno confermato la cospicua presenza di farmaci psicotropi non necessari per le patologie degli ospiti. 

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