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Foto 6000 Sardine

Foto 6000 Sardine

Un anno fa nascevano le Sardine: sabato tornano in piazza con "6000 caratteri"

Sul Crescentone un evento per invitare i cittadini a consegnare una lettera per una scrittura collettiva anti-rabbia

Per il primo compleanno del movimento, le Sardine lanciano un esperimento di scrittura collettiva 'anti-rabbia' ma tornano anche dove tutto incominciò: sul Crescentone di piazza Maggiore, sabato, ad un anno esatto di distanza dal flash mob che assestò un duro colpo alla campagna elettorale della Lega di Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni.

Il ritorno delle Sardine è stato illustrato con una diretta Facebook dal gruppetto di amici che lanciò quella prima iniziativa. In questo periodo di emergenza Covid "percepiamo che c'è grande sofferenza, vediamo la rabbia nelle strade e la delusione di tante parti della nostra società" e quindi "ci siamo chiesti come essere utili", dice Mattia Santori.

Ma le Sardine non sono una casa farmaceutica, né medici o infermieri, continua l'attivista, "né abbiamo ruoli di Governo per cui non possiamo dare risposte a tutte quelle persone che in questo momento hanno vertenze". Però, continua Santori, "abbiamo un'arma, che abbiamo usato la prima volta che ci siamo trovati: le Sardine sono nate attraverso le parole".

Riparte da qui la volontà di "lanciare un nuovo esperimento", aggiunge Santori: si chiamerà "6000 caratteri", ricalcando il "6000 sardine" di un anno fa in piazza Maggiore. Questi 6.000 caratteri sono "una storia da condividere, una paura, una perplessità, una speranza per il futuro, un racconto individuale, un racconto politico, una richiesta alla politica, il racconto di un lavoro che non c'è più o appena trovato", suggerisce Santori: un modo "per uscire dagli schermi e dalla bolla che ci porta a pensare che siamo da soli".

L'invito delle Sardine è dunque quello di ricominciare a fare "il gesto più semplice del mondo", continua Santori: cioè "prendere un foglio, una penna, una busta". Come? "Noi ovviamente a Bologna torneremo in piazza Maggiore, perché possiamo andarci, abbiamo voglia di tornarci - continua Santori - e quindi invitiamo tutti i bolognesi a venire in piazza Maggiore sabato alle 10 di mattina a leggere, scambiare e vedremo come condividere una lettera".

Perché "se non possiamo stare insieme fisicamente non dobbiamo accontentarci di stare insieme digitalmente", sottolinea Santori. Quindi "per i bolognesi: vi aspettiamo in piazza Maggiore - aggiunge Giulia Trappoloni - rispettando ovviamente tutte le distanze e quello che sappiamo non dobbiamo fare".

Anche se, in realtà, l'idea di ritrovarsi in piazza dovrà fare i conti con le ulteriori restrizioni che potrebbero essere decise dalla Regione Emilia-Romagna già in queste ore. Per quanto riguarda il resto d'Italia, poi, "troverete altre piazze e riceverete altri inviti e soprattutto ci sarà una casella postale" a cui inviare le lettere, spiega Santori.

Inviare materialmente, dunque: "Non daremo un'email e non sarà possibile scrivere una cosa digitale", precisa Santori. Nelle lettere "si potrà parlare di tutto, di sanità, di lavoro e di speranze, non solo di negatività, abbiamo il diritto di lamentarci ma abbiamo il dovere di condividere le sofferenze altrimenti sfoceranno in rabbia e frustrazione, qualcosa che non è costruttivo". Conclude Santori: "Non ci interessano i giochi politici, ci interessa semplicemente ritrovarci" dopo aver assistito "a tanta rabbia, anche giusta, anche corretta, anche legittima". 

L'evento 6000 caratteri

Scrivono gli organizzatori: "La comunità è l'antidoto. Costituisce l'alternativa più credibile all'odio, al conflitto sociale. Ecco perché 6000 caratteri, ecco perché l'urgenza di continuare a "fare banco", ora più che mai. Ricucire dove altri vorrebbero cogliere l'occasione per strappare, una volta di più. 6000 caratteri sono due fogli di carta. Due fogli di carta sono mille parole. Mille parole sono un pensiero da condividere, una rabbia da sfogare, una speranza per il futuro. Sono una lettera da regalare ad una comunità che si ritrova attraverso le parole.

"Un anno fa abbiamo scelto di essere in piazza come tanti pesci stretti e muti. Oggi che non possiamo stringerci, non è il tempo per restare muti. Ti aspettiamo sabato 14 novembre in piazza Maggiore dalle 10 alle 12 con la lettera che vorrai donare rispettando distanziamento e norme sanitarie. Se le limitazioni covid dovessero farsi più stringenti o vuoi partecipare da fuori città spediscila a: 6000 sardine c/o MBE Via Amendola 2/A 40121 Bologna".

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