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Spaccio in piazza Verdi. Ciavatti incontra la zia della ragazza morta alla Staveco: "Serve più contrasto"

Il presidente del Comitato Piazza Verdi chiede maggiore presenza dell'Unità di strada. L'incontro in Comune con l'assessore al welfare domani 17 settembre

Un incontro con la zia della ventenne trovata morta lo scorso maggio all'ex staveco per non far calare l'attenzione sul problema dello spaccio e del consumo di droga nella zona universitaria. Se ne è parlato alle "Stanze di Verdi" con Otello Ciavatti del comitato Piazza Verdi. Un episodio, quello della morte di Linda, che Ciavatti teme si finisca per accettare come inevitabile.

"La ragazza era venuta qui da noi il giorno prima di morire - racconta il presidente del Comitato Piazza Verdi - aveva freddo e ci ha chiesto un paio di pantaloni e una maglia. Già sotto l'effetto dell'eroina, non era in grado di contare gli spiccioli che teneva in mano. Noi facciamo quel che riusciamo - continua -, come lei tantissimi ragazzi che frequentano la zona ci chiedono una mano, ma cosa si fa con questa umanità?".

Per Ciavatti, sebbene la situazione generale sia migliorata grazie a un maggiore presidio delle forze dell'ordine e a quello delle attività culturali, in piazza Verdi e dintorni c'è bisogno di una maggiore intensità nelle azioni di contrasto allo spaccio e di aiuto alle persone fragili.

"Ci vorrebbe una maggiore presenza dell'Unità di strada, e proprio domani - prosegue - incontrerò lo staff dell'assessore comunale al Welfare, Giuliano Barigazzi, che si è sempre dimostrato sensibile su questo tema e che intende illustrare un progetto del Comune per avere una presenza più assidua dei Servizi sociali in zona universitaria".

"Sono qui perché voglio che non si ripeta più quello che è successo a mia nipote - afferma la zia della ragazza - spero che le istituzioni trovino una soluzione definitiva a questo problema".

Il problema però, prosegue l'esponente del Comitato Piazza Verdi, non riguarda solo la zona universitaria, ma anche le aree abbandonate come, appunto, quella della Staveco. "Sul punto dopo la morte per overdose della 20enne si sarebbe dovuto parlare seriamente di cosa fare in quell'area, invece non è successo granché.

Bisognerebbe aprire una discussione pubblica sull'ex Staveco - continua - a cui dovrebbero partecipare l'ex rettore Ivano Dionigi, che proprio in quell'area voleva realizzare un campus universitario, l'attuale rettore Francesco Ubertini, che ha cassato quel progetto, e degli urbanisti, come Pier Luigi Cervellati e Pietro Maria Alemagna". Un dibattito che però, dice CIavatti, finora non si è riusciti mai ad organizzare.

Unità di strada

Di pochi giorni fa la commissione a Palazzo D'Accursio in cui Francesca Di Corpo, responsabile dei servizi dell'Unità di strada dell'Asp, ha fatto il punto sul consumo di stupefacenti in città, spiegando che a Bologna si sta registrando un aumento del consumo di eroina e aggiungendo che nel primo semestre del 2019 l'Unità di strada, che svolge gran parte della propria attività in zona universitaria, ha conteggiato circa mille contatti in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

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