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Rifiuta il velo, la madre la rasa a zero, Lafram: 'Nulla di religioso in quel gesto'

L'esposto è partito dalla scuola. Merola: 'Negli anni '70 lo chiamavamo autoritarismo familiare', Borgonzoni: 'Pratiche abominevoli', mentre per il coordinatore della comunità islamica di Bologna "le prescrizioni religiose sono una libera scelta"

"Non c’è nulla di religioso in quel gesto" a dirlo Yassine Lafram, coordinatore della comunità islamica di Bologna, dopo la notizia di una ragazzina di 14 anni che sarebbe stata rasata a zero dalla madre perchè rifiutava il velo islamico.

"Qualsiasi forma di imposizione rende l’atto stesso invalido" secondo Lafram, mentre le prescrizioni religiose dell’Islam, sono "una libera scelta della persona: nessuno può imporle, religiosamente parlando. Qui siamo al di fuori del religioso: è un fatto che va inquadrato in un codice culturale particolare ed errato".

L'adolescente è stata è stata momentaneamente allontanata dalla famiglia, originaria del Bangla Desh, e affidata a una comunità protetta, dopo le indagini dei Carabinieri che hanno raccolto l'esposto da parte degli insegnanti con i quali si sarebbe sfogata. Ora bisgona "aiutare i familiari e la madre stessa, capire che cosa l’ha spinta a compiere questo gesto. È troppo facile condannare e consegnarla al macello mediatico" ma come genitore e mulsumano "ho il dovere di educare i miei figli ad un buon comportamento, di orientarli, ma non di obbligarli. Quando raggiungono la pubertà possono decidere". 

Per il  sindaco Virginio Merola si tratta di "Una questione familiare, c'è una responsabilità genitoriale" ma è anche "un caso simbolico e concreto. Dobbiamo spiegare a questi genitori che vengono in Italia che devono educare i loro figli non solo in base alle loro convenzioni più o meno religiose, anche se questo caso mi sembra proprio di un tipo di autoritarismo che noi negli anni '70 chiamavamo 'autoritarismo familiare'".

Sul caso si è espresso anche l'ex presidente del Cosniglio Matteo Renzi: Tutti noi, che siamo padri e madri, immaginiamo quanto possa essere dolorosa questa scelta ma è doveroso dire che si tratta di una scelta giusta - ha scritto su Facebook "bravo il Sindaco, bravi i giudici minorili e ordinari di Bologna, bravi i servizi sociali" sottolienando che "in Italia siamo per l'accoglienza ma non c'è accoglienza senza il rispetto della legge e dei principi". 

"Un plauso va fatto alla Preside che ha avuto il coraggio di denunciare ciò che stava accadendo a una sua studentessa, delle brutalità e dei soprusi di cui era vittima - ha commentato la consigliera comunale leghista Lucia Borgonzoni - un atto che nel mondo d'oggi intriso di egoismo e finta tolleranza, è ormai raro. Aiutare chi vuole sfuggire da retaggi culturalei-religiosi inaccettabili in una democrazia, è il primo passo verso la vera integrazione e annuncia - lunedì ripresenterò in consiglio un odg bocciatomi nel 2011, volto ad aiutare proprio quelle ragazze vittime dei matrimoni imposti, del velo obbligatorio e di tante altre abominevoli pratiche che abbiamo importato dal medioevo insieme a un'immigrazione incontrollata. La libertà per queste donne, ragazze e bambine, deve passare da delle politiche scevre dai preconcetti di cui la sinistra ammanta tutto, dobbiamo iniziare a chiamare le cose con il loro nome e dire che certe abominevoli pratiche da noi non verranno mai accattate", conclude. 

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