Coronavirus, Venturi: "Quei mesi non sono passati invano, ora Sanità del territorio"

Così l'ex assessore alla Sanità durante la presentazione del libro "Il volo del Colibrì" all'Archiginnasio

Foto archivio

Sergio Venturi è appassionato di ciclismo, quindi per descrivere la crisi sanitaria di primavera la paragona ad una grande montagna del Giro d'Italia: "A marzo abbiamo affrontato il Mortirolo". L'ex commissario ne parla dall'Archiginnasio di Bologna, dove presenta accanto al presidente regionale Stefano Bonaccini e all'assessore comunale Matteo Lepore il suo libro 'La goccia del colibrì'.

"Quando siamo arrivati vicino al grado di saturazione degli ospedali - dice l'ex commissario ed assessore regionale alla Sanità - è stata dura continuare a raccontare che le cose andavano bene. Ma non abbiamo fatto i Trump della situazione, la cosa peggiore di tutte sarebbe stata minimizzare quello che succedeva. Abbiamo detto le cose come stavano, certo dando una speranza e una prospettiva".

"Oggi la situazione non è minimamente paragonabile a quella che abbiamo affrontato". Per Venturi tanto è cambiato e ora gli ospedali vanno 'ridisegnati' alla luce anche alla luce di quanto è accaduto. "Quei due mesi non sono passati invano, gli ospedali che abbiamo oggi sono ancora in stile ventesimo secolo, con molti posti letto ordinari e meno di terapia intensiva".

Ma ora invece le terapie intensive sono state potenziate con l'hub nazionale inaugurato già in primavera. "Abbiamo capito che dobbiamo fare più sanità di territorio e utilizzare gli ospedali per queste cose. Il domani sarà recuperare quello che abbiamo perso in questi mesi, ad esempio gli screening oncologici. Perché i timori non aspettano".

Dall'epidemia, dice da parte sua Bonaccini, "è uscito il valore della sanità pubblica, un povero che sia curato esattamente come un ricco". Per l'emergenza "abbiamo già inaugurato 45 posti di terapia intensiva che rimarranno per sempre. E triplicare in pochi mesi i posti che avevamo è stato un miracolo. Gli ospedali di Piacenza, Cesena e Carpi saranno concepiti per il post-Covid. Abbiamo in mente di ampliarne e modernizzarne altri e fare altre 20 case della salute".

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Ma, chiede Bonaccini, "dove li prendiamo i soldi per fare queste cose? Io penso che se una classe dirigente non è in grado di utilizzare il Mes è irresponsabile". Di certo, "non possiamo tornare indietro", avverte il presidente. "Bologna deve mettersi a disposizione di questo ragionamento", assente Lepore, aspirante sindaco. Inoltre "va fatta una battaglia politica per ridurre le diseguaglianze. Non possiamo permetterci che l'organizzazione della città sia indifferente rispetto alla speranza di vita tra un quartiere e l'altro". (Dire)

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