Cronaca Centro Storico / Via Cesare Boldrini

Edificio incompiuto nel cuore della città: "E' così da almeno 7 anni"

Una palazzina 'fantasma' senza civico, né lavori in corso. Passato di mano per almeno tre gestioni diverse, è ancora in vendita. Ma costa caro

Una macchia grigia, nel cuore della città. A due passi dal centro di Bologna, all’angolo tra Viale Pietramellara e via Boldrini, un enorme edificio è in ristrutturazione perpetua, da anni, senza nemmeno più l’ombra di avanzamento nei lavori. Un monumento all’incompiuto, la cui storia è molto difficile ricostruire. Nelle vicinanze la zona è definibile come di transito: un hotel a 4 stelle, un paio di tavole fredde, un grande condominio, la filiale di una banca. La costruzione, grezza, è senza finestre, ed è stata sigillata da pesanti cancelli in ferro, panneli di compensato, e reticolati edili di acciaio, per impedire agli sbandati di bivaccare all’interno dei locali. I muri esterni in alcuni punti non sono nemmeno intonacati, e una grossa valvola idraulica, presumibilmente il terminale dell’acqua potabile, spunta fuori dal marciapiede lato viale. Impossibile verificare al catasto: l’edificio in questione non ha nemmeno un numero civico affisso alle pareti.

Nulla di strano, la legge non prevede l'obbligo del numero civico se l’edificio è ancora in costruzione. Peccato però che non vi sia minima traccia né di cantieri (con annesso cartello esplicativo), né di operai all’opera. Sul lato che guarda via Boldrini qualcuno ha affisso un annuncio, “Vendesi posti auto”, con relativo numero di telefono. La voce al di là della cornetta specifica che in realtà si tratta del condominio di fronte al rudere, ad avere posti auto liberi. «Guardi, passo di qui tutti i giorni, e oramai non ci faccio più caso. Da quando sto a Bologna l’ho sempre visto in questo stato, questo “coso”». Sono le parole di Francesca, una studentessa universitaria pendolare, che da via Cairoli prende da un paio di anni tutti i giorni il treno per Modena.

Incompiuto bolognese

In uno dei due bar nelle vicinanze arriva il primo indizio: sembra che la costruzione appartenga a una locale banca popolare, ultima eredità di diversi passaggi societari, ma è impossibile dare una data di inizio lavori all’edificio incompiuto. Nei pressi dell’hotel si viene a sapere qualche informazione in più: «In origine doveva essere un deposito tecnico-logistico della Sip (l’antenata della Telecom, ndr), successivamente è passato a una catena di alberghi del casertano, poi è stato acquisito da una locale ditta di costruzioni, e infine è finito in mano a una banca popolare». La stessa banca torna a essere menzionata, mentre dall’accoglienza dell’hotel si viene a sapere che «hanno proposto di comprare il grezzo alla proprietà (dell’hotel, ndr), ma hanno chiesto un prezzo stellare, e quindi non se ne è fatto più nulla».

Impossibile verificare i nomi fatti: alla banca non ne sanno nulla, la catena di alberghi è fallita, il costruttore non si riesce a rintracciare. Ad una telefonata presso la portineria del condominio di via Cairoli risponde il custode Gaetano: «Il palazzo abbandonato qui di fronte? Io lavoro qui da sette anni, e l’ho sempre visto in questo stato. Ad un certo punto sono venuti a mettere le inferriate, perché ci entravano i tossicodipendenti, ma poi più nulla».

Eppure l’edificio è in vendita. Se ne occupa Gabetti Corporate, il ramo industriale della nota agenzia immobiliare di Milano. Nicola Lenzi, responsabile regionale dell’agenzia, mette qualche punto fermo: «Sì, abbiamo in essere un incarico di vendita. L’ultimo progetto approvato relativo all’edificio prevede la sua demolizione totale per poter ricostruire». Il problema, spiega Lenzi, è che  «diversi soggetti si interessano al bene in questione» ma le diverse destinazioni d’uso della palazzina – i piani alti adatti agli uffici, quelli bassi adatti al settore commerciale – non permettono la vendita in blocco dell’edificio. Non meno importante l’aspetto finanziario: chi ha comprato l’edificio, lo ha fatto in tempi pre-crisi. E con gli attuali valori di mercato, vendere questo edificio significherebbe rimetterci denaro. 

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