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Migranti da Lampedusa a Bologna, Bosco (Lega): "Cacciatori di servizi"

"Si coltiva, a spese dei contribuenti l'utopia di un mondo senza confini e ricco di opportunità". Bernini (FI): "Fenomeno migratorio ormai fuori controllo"

Non va giù a Umberto Bosco, consigliere comunale della Lega, la richiesta di aiuto ai Carabinieri della caserma navile di una famiglia di migranti tunisini.

"A Bologna l'emblema dell'accoglienza a tutti i costi scaricata sugli enti locali", scrive in una nota "la storia della famiglia di tunisini arrivati sui barconi a Lampedusa che poi hanno lasciato la struttura siciliana che li accoglieva per giungere a Bologna ed essere assistiti dai servizi comunali è l'emblema di un'immigrazione selvaggia e buonista che illude ogni anno migliaia di persone di poter emigrare e spostarsi liberamente in Europa anche se, oggi più mai, di opportunità di integrazione e lavoro non ce ne sono".

Per il consigliere si tratta dell'ennesima famiglia "che probabilmente ha speso tutti i suoi averi per pagare la traversata salvo poi finire sul groppone dei servizi sociali di una città già seriamente provata dalla crisi correlata al covid19. Così si coltiva, a spese dei contribuenti - continua - l'utopia di un mondo senza confini e ricco di opportunità ma in molti casi gli unici a guadagnarci sono i trafficanti di esseri umani. Non posso, tuttavia, biasimare la famiglia di tunisini. Il comportamento di questo Governo è un chiaro invito a partire. Mi auguro, per tutti, che la famiglia in questione venga presto e in sicurezza rimpatriata. Si tratta, senza dubbio, di migranti economici ma sarebbe più corretto chiamarli cacciatori di servizi".

"La famiglia è stata rapidamente aiutata, mediante l’attivazione del pronto intervento sociale del Comune di Bologna. Al di là dell’accoglienza dovuta, soprattutto per la presenza di minori, è opportuna qualche riflessione sull’intera vicenda che fa emergere, in tutta la sua drammatica evidenza, l’inadeguatezza della gestione del fenomeno migratorio ormai fuori controllo; gestione che nulla ha a che fare con la vera integrazione, soprattutto quando si tratta di migranti economici, come quelli provenienti dalla Tunisia. E chissà quante altre storie, quante altre situazioni simili a questa gli enti locali, e i loro servizi sociali, devono fronteggiare ogni giorno. Domande che rivolgo al Governo che, sul tema, non riesce a dare risposte tempestive e davvero efficaci". Così Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. 
 

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