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Bologna plaude Padre Marella beato, la sua reliquia in san Pietro

Festa grande in piazza Maggiore

“Concediamo che padre Marella sia d'ora in poi chiamato beato, celebrato il 6 settembre nel giorno della sua ascesa al cielo. Firmato Papa francesco". Concluse queste parole fuoriuscite dalla bocca dell'arcivescovo Matteo maria Zuppi un lungo applauso si è levato da piazza Maggiore e un lungo striscione con raffigurata la figura del beato è stato srotolato dalla facciata della cattedrale di San Petronio. In un clima solenne, scosso solo dalla pioggia cadente sulle teste dei fedeli nel momento dell'offertorio, quasi un invito alla generosità del beato dall'alto, si è svolta la cerimonia di oggi. Presenti tante personalità  religiose ma anche politiche come Critelli, De Maria, Prodi e Galletti, tanti sindaci, venuti tutti per questo prete amante dei poveri e degli emarginati, vicino alla povera gente e ai dimenticati. Durante l'omelia Zuppi ha ripetuto come "la chiesa di Bologna, insieme ai fedeli, al nuovo beato e a papa Francesco, rende grazie al padre per aver proclamato beato padre Marella". "Laudate dominus! laudate dominum omnes gentes, alleluia" risuona per la piazza tinta a festa. 

"Padre Marella- continua Zuppi- accettò la sua sospensione a divinis con giustificata amarezza, “in espiazione”, per avere modo “di purificare il mio spirito e di rendermi maggiormente degno di compiere quell’apostolato per cui ogni purezza è scarsa, ogni volontà più ferrea è debole”. Scrisse al suo vescovo appena ricevette la comunicazione della sospensione: “Ritroveremo la nostra fraternità abbandonate le maschere che ce la nascondono e ci rendono l’un l’altro tanto feroci. Allora con tutti gli uomini di buona volontà – grandi e piccoli, sospetti o inquisitori - ci ritroveremo nella Carità di Cristo, da cui tradimenti o agonie, fame o angustie, avvilimenti o morte – sia questa organica o giuridica – non potranno mai separare alcuno. 

Sul finale della celebrazione anche il Sindaco Merola ha voluto  fare un commento esprimendo la gratitudine, e il debito, che la città ha verso padre Marella "Siamo grati di lui che rappresenta un impegno e con la sua vita ci ha indicato il futuro di questa città. Bologna ha futuro se nessuno sarà escluso, chiuso nella solitudine".  La cerimonia si è conclusa con la benedizione di un'icona raffigurante il beato portata sugli scalini di san Petronio insieme alla sua reliquia, il fazzoletto bianco della sua ordinazione.

Tra la folla c'erano anche delle persone che hanno realmente conosciuto Marella come Arrigo Tinti per il quale "Padre Marella è stato un grande benefattore. Quando ero all'università all'età di 28 anni, mi accolse una notte in casa propria per darmi modo di seguire le lezioni in università". Molti lo ricordano in ginocchio ad elemosinare per le vie della città, come la signora Luisa che si ricorda quando il beato chiedeva l'elemosina per i poveri davanti al teatro comunale in occasione degli spettacoli. 

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