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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Post covid, al lavoro per una struttura polifunzionale sociosanitaria: "Ospiterà una 'città sotterranea'"

Obiettivo: farne un polo avanzato anche di telemedicina o medicina a distanza, per un supporto che si potrà così estendere a tutta la popolazione della montagna"

"Un progetto pionieristico dell’era post covid, che incarna la svolta del paradigma sanitario necessaria e non più rinviabile. Unisce  architettura sostenibile e tecnologie all’avanguardia, ecologia e sicurezza, per offrire agli utenti un servizio sociosanitario d’eccellenza e contribuire di conseguenza alla valorizzazione anche del territorio". Sono le parole di Francesca di Giacomo, CEO Zeprojects, azienda che si occupa della realizzazione della nuova struttura sociosanitaria sul nostro Appennino emiliano. E che guarda all'era post covid, facendo tesoro di quanto la pandemia ci ha insegnato.

"Si tratta di una casa di cura di nuova generazione - illustra di Giacomo - progettata per rispondere alle esigenze post pandemiche, caratterizzata da una molteplicità funzionale finora mai realizzata".              

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Nuova casa di cura con una "città sotterranea" in caso di necessità

Ospiterà 75 posti letto dedicati a pazienti psichiatrici e ad utenti anziani autonomi o semiautonomi, che potranno beneficiare di una  articolazione degli spazi pensata per "rispondere alle necessità delle varie categorie di utenza, all’interno di una struttura che vive in compenetrazione e simbiosi con il paesaggio circostante, con percorsi verdi interni ed esterni".   

Il collegamento tra il nucleo centrale e i 4 grandi padiglioni, avverrà attraverso “aree filtro” che - aggiunge il CEO Zeprojects - "garantiranno ambienti salubri e sicuri senza rischio di contaminazioni".  

Per ottimizzare lo spazio e gli ambienti a disposizione, la struttura è dotata di un vasto piano interrato, una sorta di città sotterranea che verrà riservata a tutti i servizi a supporto degli utenti e del personale. 

“Ancora in tempi non sospetti”, fa eco Silvia Motori, che con di Giacomo è fondatrice di Zeprojects, “abbiamo progettato il piano interrato in modo che possa fornire anche servizi emergenziali in caso di guerra o calamità naturali, per fronteggiare non solo il rischio biologico ma anche un’eventuale minaccia bellica”. Ispirata ai principi della Metaprogettazione, è dunque una struttura flessibile e "resiliente".                                      

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Prefabbricato sanitario ecologico al 100%, l'idea della start up bolognese    

La polifunzionalità - aggiungono Motori e Di Giacomo - viene garantita attraverso Zep, lo Zero Epidemy Point, il primo prefabbricato sanitario ecologico al 100%, antibatterico e metatemporaneo, ideato dalla start up bolognese Zeprojects per fronteggiare la crisi pandemica. Garantendo facilità di montaggio e reversibilità a seconda delle necessità, mantiene al tempo stesso la stabilità e il confort tipici dell’edilizia tradizionale.

Si combinerà con le tecnologie più all’avanguardia (Internet delle cose e Intelligenza artificiale), che renderanno la struttura un polo avanzato anche di telemedicina o medicina a distanza, per un supporto che si potrà così estendere a tutta la popolazione locale"

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In foto : più in alto di Giacomo, in basso Motori. Poi i rendering della struttura

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