Spostamenti fuori regione e comuni dal 21 dicembre al 6 gennaio, quando ci si può muovere e come

Dalla mezzanotte via alla prima stretta in vista delle festività: stop ai viaggi fuori regione. Dal 24 al 6 misure inasprite, l'Italia tra il rosso e l'arancione. Ecco il riepilogo di tutte le restrizioni e le deroghe per la mobilità e come agire secondo le norme

A mezzanotte è scattato il divieto di spostamento tra le regioni -così come previsto dal decreto n.158 del 2 dicembre scorso - che sarà in vigore da oggi 21 dicembre e fino al 6 gennaio 2020. In questo periodo sarà vietato "ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome", mentre dal 24 dicermbre entra in vigore il decreto legge del 18 dicembre secondo il quale è vietato altresì ogni spostamento anche tra comuni, "salvi gli spostamenti  motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità" o "per motivi di salute".  

Quando sarà possibile spostarsi da oggi e fino alla Epifania?

Va in primis ricordato che da decreto viene sempre consentito "il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione". Non solo sarà comunque possibile spostarsi per comprovati motivi di carattere urgente, quali motivazioni di lavoro o di salute. Via libera anche al ricongiungemento con il coniuge/partner se il luogo coincide con quello di residenza, domicilio o abitazione; trascorrere le feste con i figli minorenni nei casi previsti dalla legge; prestare assistenza a persone non autosufficienti. Sono dunque queste le deroghe principali al blocco della mobilità.

A questo proposito va ricordato che la residenza "è definita giuridicamente come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. La residenza risulta dai registri anagrafici ed è quindi conoscibile in modo preciso e verificabile in ogni momento". "Il domicilio è invece definito giuridicamente come il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Il domicilio può essere diverso dalla propria residenza". 

Quanto al concetto di abitazione, nella Faq del governo viene spiegato che “non c’è una "precisa definizione tecnico-giuridica. Ai fini dell’applicazione del dpcm, dunque, l’abitazione va individuata come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità (quindi per periodi continuati, anche se limitati, durante l’anno) o con abituale periodicità e frequenza (per esempio in alcuni giorni della settimana per motivi di lavoro, di studio o per altre esigenze), tuttavia sempre con esclusione delle seconde case utilizzate per le vacanze". 

Per quanto riguarda il ricongiungmento con il coniuge/partner nelle Faq viene spiegato che è possibile solo se il luogo coincide "con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione". Una deroga è invece concessa ai genitori separati o affidatari che possono spostarsi anche tra il 21 dicembre e il 6 gennaio per trascorrere le feste con i figli minorenni: si tratta infatti di spostamenti che rientrano tra quelli motivati da "necessità" e pertanto non soggetti a limitazioni. 

Natale in zona rossa: ecco il testo completo del decreto 

E se ci si sposta per andare a trovare un congiunto o  un amico? "Nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio, questi spostamenti saranno consentiti, sempre esclusivamente tra luoghi in area gialla, solo se si ha la residenza o il domicilio o la propria abitazione nella regione/provincia autonoma di destinazione”. In caso contrario si rischia una multa dai 400 ai 1000 euro.

Un’altra deroga è prevista per chi deve fornire assistenza a persone non autosufficienti. In questo caso, "ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso comune/regione" ci si potrà muovere anche nel periodo compreso tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. Nell Faq viene comunque specificato che non sarà possibile "spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza necessaria". 

In tutti gli altri casa spostarsi sarà vietato. Infine è necssario soffermarsi sul divieto agli spostamenti tra Comuni: con l'Italia in zona rossa e arancione dal 24 dicembre al 6 gennaio, anche uscire dalla propria città sarà proibito. C'è però una deroga: saranno infatti  consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti nei giorni 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio a patto che la distanza percorsa non sia superiore ai 30 km.

Al di là delle sanzioni, è bene pensare a ciò che si dichiara nell’autocertificazione: affermare il falso può portare a conseguenze che sfociano nel penale.

Autocertificazione  

Dal 24 dicembre al 6 gennaio 2020, quando entreranno in vigore le regole del nuovo decreto legge del governo Conte, servirà sempre l'autocertificazione per spostarsi nei giorni in cui è l'Italia enterera sarà in "zona rossa" (il modulo autodichiarazione è disponibile sul sito del ministero dell'Interno); mentre nella zona arancione servirà soltanto in caso di spostamenti al di fuori del proprio comune per ragioni di lavoro, salute o estrema urgenza e necessità.

Sappiamo però anche che la 'deroga dei due parenti e amici' introdotta dalle norme consente, sempre dal 24 dicembre al 6 gennaio, "lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi".

Questi spostamenti vanno tutti autocertificati, ma non si dovrà indicare il nome della persona presso cui si viene ospitati ma soltanto l'indirizzo di destinazione. E bisogna ricordare che è in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino tutti i giorni tranne che a Capodanno, dove è ampliato fino alle 7 del mattino. 

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