Caro-affitti sotto le Due Torri: 'Non è tutta colpa di Airbnb', poi il botta e risposta

Coalizione civica interroga Lepore sul tema chiedendo un giro di vite sui mega-host. 'Non è colpa del portale, la Regione ci deve aiutare. E nella legge di stabilità zero euro per la casa'

Se sotto le Due torri mancano alloggi per studenti e lavoratori fuorisede "non è tutta colpa di Airbnb. E faremmo un errore se ci concentrassimo solo su questo". Parola di Matteo Lepore, assessore al Turismo del Comune di Bologna, che difende così gli host rispondendo oggi in aula all'interrogazione di Federico Martelloni, capogruppo di Coalizione civica.

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Il gruppo di sinistra chiede una stretta sui controlli, in particolare contro le "società di gestione di multipropietà presenti sulle piattaforme per gli affitti turistici", facendo una distinzione dai semplici proprietari di casa che concedono ai turisti una stanza o un appartamento.

A Bologna, la crescita del turismo si è legata doppio filo con il calo della disponibilità di alloggi per chi arriva in città per studiare o lavorare. "Il turismo va gestito- afferma Lepore- le politiche del turismo e della città vanno gestite in modo preventivo, dandoci idee su come vogliamo governare un fenomeno, prima che diventi troppo tardi".

L'assessore chiama in causa prima di tutto la Regione. "Dobbiamo regolamentare dal punto di vista nazionale e regionale i fenomeni speculativi legati alle piattaforme di condivisione della casa- afferma Lepore- perché i Comuni possono solo verificare se ci siano irregolarità. Bologna ha una peculiarità a livello regionale, siamo l'unica città che ha questo tipo di fenomeno realmente incisivo sugli affitti". Per questo, avvisa l'assessore, "è importante che la Regione capisca la centralità di Bologna da questo punto di vista e che, in quest'anno che abbiamo di fronte, intervenga per la sua parte dandoci strumenti".

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Nel frattempo, Coalizione civica ha chiesto a Palazzo D'Accursio una nuova seduta di commissione "per discutere del nostro ordine del giorno- spiega Federico Martelloni- alla presenza dell'assesore Matteo Lepore e degli attori coinvolti: piccoli proprietari, Alma Mater, studenti e, se accetteranno il nostro invito, anche le piattaforme".

Proprio ieri un manager di Airbnb Italia, Mauro Turcatti, su Twitter ha risposto alle sollecitazioni di Emily Clancy, consigliera comunale di Coalizione civica. La differenza fra l'host che condivide una stanza o un appartamento e chi gestisce invece decine di proprietà, scrive Turcatti, è che "ospitare è impegnativo e districarsi fra le leggi un delirio, perciò molti preferiscono affidarsi a un bravo professionista".

Pronta la replica di Clancy. "Questo lo capisco- afferma la consigliera comunale- ma se c'è una domanda di migliaia di case a Bologna e alcuni possiedono palazzi con venti, trenta, cento appartamenti, forse tenerli tutti su una piattaforma è speculazione e rimetterne alcuni in affitto a canone concordato aiuterebbe lavoratori e famiglie" (DIRE)

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