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Chiusure covid per bar, hotel, bnb e ristoranti: "Nel 2021 uno su quattro non ce la farà"

La 'profezia' proviene dall'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio sulla "Demografia d'impresa delle citta' italiane"

Le crisi che si sono succedute negli ultimi anni avevano aggredito soprattutto il tessuto commerciale dei negozi di vicinato. La pandemia ha inferto il colpo di grazia, riuscendo, però, anche a colpire altre tipologie di attività, andando a intaccare anche quelle legate al turismo, ristoranti e hotel, che invece, avevano registrato una costante crescita.

"Nel 2021 chiuderà un'impresa su quattro della ristorazione e dell'alloggio", certifica l'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio sulla "Demografia d'impresa delle città italiane".

Per fermare la desertificazione commerciale delle città, "acuita drammaticamente dalla pandemia bisogna agire su più fronti: da un lato, rendere il piano anti-covid più rispettoso delle esigenze dell'impresa, garantire sostegni immediati alle imprese danneggiate dalle limitazioni anti- pandemia e introdurre finalmente una giusta web tax che risponda al principio 'stesso mercato, stesse regole', dall'altro, mettere in campo un urgente piano di rigenerazione urbana per favorire la digitalizzazione delle micro e piccole imprese e rilanciare i valori identitari delle nostre città", commenta Pietro Fantini, direttore regionale Confcommercio Emilia-Romagna.

Per questo, aggiunge, "diventa determinante un utilizzo lungimirante della programmazione europea e del Recovery fund con un forte coinvolgimento delle Regioni". Infine, "rimane strategico il ruolo della formazione: i necessari percorsi di digitalizzazione delle imprese e di sostenibilità ambientale nascono dalla consapevolezza e dalla conoscenza che solo la formazione continua, a tutti i livelli, può offrire alle persone", conclude Fantini.

Confesercenti Emilia-Romagna: "Riaprire la sera, anche in zona arancione"

Confesercenti Emilia-Romagna raccoglie l'assist di Anci che "a nome dei sindaci italiani, durante il vertice fra Governo e autonomie" ha chiesto di consentire l'apertura dei ristoranti anche alla sera.

"Rappresenta una posizione di grande buonsenso e realismo e coincide con quanto Confesercenti e Fiepet stanno chiedendo da tempo", evidenzia il presidente delle Federazione degli esercizi pubblici dell'Emilia-Romagna, Massimo Zucchini. "La consumazione al tavolo, indipendentemente dalla tipologia di esercizio assicura condizioni di sicurezza e non crea assembramenti, anzi ha il pregio di diluire il flusso della clientela spalmandola su un orario più lungo", ribadisce Zucchini.

"Noi, quindi, continuiamo a ritenere che queste attività debbano poter lavorare anche nella fascia serale e non debbano rimaner chiuse nemmeno nelle cosiddette zone arancioni", insiste. "Purtroppo, invece, constatiamo come la disperazione di migliaia di persone che lavorano in questo settore e a cui si sta togliendo ogni speranza per il futuro non interessi a nessuno, creando danni che avranno ripercussioni negative per molti anni", conclude il presidente regionale di Fiepet. (Vor/ Dire) 

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