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SCATTO DAL CONFRONTO ODIERNO

SCATTO DAL CONFRONTO ODIERNO

L'Emilia Romagna fa gola alle mafie: novità in arrivo su prevenzione e contrasto

Amato: La crescente complessità del fenomeno in Regione richiede nuova strategia in grado di affrontarlo efficacemente. Nei prossimi giorni il Prefetto di Bologna tradurrà gli spunti offerti dal confronto odierno sul tema in linee di indirizzo operativo

L'Emilia Romagna ingolosisce la criminalità organizzata, per la lotta alle mafie è stato oggi tema di discussione della seconda sessione della Conferenza regionale delle Autorità di P.S., nella quale sono stati fatti approfondimenti delle strategie di prevenzione e contrasto.

Alla Conferenza, presieduta dal Prefetto di Bologna Patrizia Impresa, sono intervenuti i Prefetti della Regione, il Comandante della Legione Carabinieri Emilia Romagna, il Comandante regionale della Guardia di Finanza accompagnato dal Comandante del Nucleo Polizia Economico Finanziaria, i Questori, i Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri della Regione, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Bologna. In ragione della specifica materia trattata, hanno inoltre partecipato ai lavori il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bologna, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Bologna, i vertici delle Procure della regione, i Rappresentanti della Direzione investigativa antimafia Centro Operativo di Firenze e Sezione Operativa di Bologna, il Rappresentante del GIRER – Gruppo interforze ricostruzione Emilia Romagna.

La necessità di un confronto sul tema 

"La scelta di dedicare uno spazio autonomo di analisi e discussione del fenomeno nasce dalla consapevolezza che il vivace e solido sistema economico della regione è, per la criminalità organizzata, fortemente attrattivo tanto per il riciclaggio di capitali illeciti quanto per investimenti nell’economia legale". Così fanno sapere dalla Prefettura.

Dalla discussione è emerso che "non sorprende pertanto che le consorterie criminali tradizionali (camorra, mafia e soprattutto ‘ndrangheta) prediligano un approccio marcatamente imprenditoriale, oriento alla corruttela e alla ricerca della connivenza, con logiche parassitarie  funzionali all’acquisizione di risorse e posizioni di privilegio. Un approccio questo che si è agevolmente prestato a consolidare un “sistema integrato” di imprese, appalti ed affari,  in particolare nei settori dell’edilizia e dei trasporti. A ciò si aggiunga che il territorio regionale è teatro dell’attività anche delle "nuove mafie": albanese, nigeriana, cinese e slava, dedite in particolare al traffico di sostanze stupefacenti,  allo sfruttamento di esseri umani e alla contraffazione".

Criminalità organizzata in Emilia Romagna: "Complessità crescente"

Come ha sottolineato il Procuratore Giuseppe Amato nella sua relazione, "la crescente complessità del fenomeno in Emilia Romagna richiede una strategia in grado di affrontare efficacemente le soggettività emergenti della criminalità organizzata così come quelle già ampiamente radicate sul territorio, attraverso il ricorso a forme di coordinamento e raccordo sempre più stringenti tra Forze di Polizia e Autorità giudiziaria, nonché a misure di prevenzione patrimoniale alternative alla confisca (controllo giudiziario delle aziende e amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche delle aziende, previste dal Codice delle leggi antimafia)  che consentono di preservare l’attività e i livelli occupazionali dell’impresa salvaguardando altresì il mercato da infiltrazioni criminali".

Anche sul fronte della tratta a fini di sfruttamento sessuale e lavorativo, fanno sapere gli addetti ai lavori, "si rende necessario un salto di qualità, che valorizzi gli aspetti connessi all’assoggettamento e all’intimidazione,  aprendo così la strada anche alla possibilità di contestare l’art. 416 bis c.p.."

Lotta alle mafie in Emilia Romagna, novità in arrivo

A conclusione dei lavori, durante i quali sono stati aperti dei focus su specifiche fattispecie delittuose in relazione ai singoli contesti provinciali, il Prefetto Impresa ha sottolineato l’importanza di rafforzare le strategie di prevenzione accanto a quelle di contrasto, senza trascurare l’importanza sempre maggiore del coinvolgimento dell’opinione pubblica attraverso una corretta informazione sui rischi a cui sono  esposte anche regioni sane come l’Emilia Romagna.

Nei prossimi giorni il Prefetto di Bologna tradurrà gli spunti offerti dal confronto odierno in linee di indirizzo operativo rivolte ai Prefetti della regione, anche in ordine all’adozione di strumenti pattizi finalizzati al consolidamento delle strategie fino ad oggi messe in campo. 

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