Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Quatar, Valentino: “Questa Ducati non è la moto che volevo”

Decimo posto in Quatar, poche speranze per Rossi, che confessa: ". Non riusciamo a essere competitivi. Non riesco a guidare questa moto, non riesco a fare la differenza"

Si sbiadisce il tricolore sulla Ducati di Valentino Rossi dopo il travagliato weekend del Qatar. Non basta il sesto posto di Nicky Hayden a spazzar via l'aria di rassegnazione che circola a Borgo Panigale. Gli occhi di fuoco del nove volte campione del mondo dopo il decimo posto conquistato sotto i riflettori di Losail non lasciano molte speranze.“Probabilmente andiamo peggio dell’anno scorso”, ha osservato Valentino, che con tutta sincerità ha ammesso di non guidare la rossa come i compagni di marca.

COLPA DELLA MOTO. “Questa Ducati ha problemi – ha sottolineato ancora una volta il pilota di Tavullia -. Io ho dato indicazioni su dove intervenire, ma non siamo riusciti a risolvere i problemi. Di positivo c’è che con questo telaio non si cade”. E ancora: "non è la moto che volevo io, non sono un ingegnere e non posso risolvere i problemi, ma solo dare indicazioni". “Le speranze – ha continuato il 46 - le abbiamo finite tutte l’anno scorso. Ci vorrebbe una moto migliore”.

LA CONFESSIONE DI VALE. Che Valentino sia stufo lo si legge anche da un'altra amara confessione: “Volevo rientrare ai box dopo il contatto con Barbera, ma poi sono rimasto per dare ai tecnici dati da studiare per migliorare qualcosa. Non riusciamo a essere competitivi. Non riesco a guidare questa moto, non riesco a fare la differenza”. Il pesarese ha preso paga anche da Hayden: “Ha fatto una buona gara. Però non è un obiettivo allettante lottare per il sesto posto. Siamo abituati a ben altro”, ha concluso.

MATRIMONIO CON LA DUCATI MAI DECOLLATO. L'ingegner Filippo Preziosi ha provato a spezzar una lancia a favore del suo pilota di punta: "Vale non ha colpa, dobbiamo essere noi a metterlo in condizione di fargli esprimere al meglio il suo talento". La sensazione è che fra Rossi, il suo capotecnico Jeremy Burgess e il mondo Ducati non ci sia quella sintonia che possa far proseguire un matrimonio che non è mai decollato.
 

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