Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Case popolari, Alberani (Acer) al prossimo sindaco: "Serve un nuovo piano casa"

"Sempre più persone anziane, spesso sole. Sempre più famiglie numerose, in particolar modo di origine straniera": si evolve così la popolazione delle case popolari di Bologna

Il presidente di Acer, Alessandro Alberani pensa che il prossimo sindaco di Bologna dovrà mettere in campo un nuovo piano di politiche abitative e intanto racconta il "censimento" che traccia il profilo degli abitanti dell'edilizia popolare. E dovrà farlo "valorizzando il progetto Mille case e guardando anche al cohousing, all'aumento dei ripristini, ad un nuovo regolamento che regoli meglio il rapporto tra Acer e assistenti sociali perchè sono sempre di più i problemi che ci troviamo ad affrontare quotidianamente".

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"Bisogna lanciare un messaggio alla politica e in questo caso - premette Alberani - prima alla Regione Emilia-Romagna, che è stata molto attenta al tema dei ripristini con investimenti anche quest'anno notevoli, perchè su questo c'è bisogno di dare continuità viste le liste d'attesa che abbiamo".  Per quanto riguarda poi l'amministrazione comunale: "non possiamo che rivolgerci ai candidati e al futuro sindaco - continua il presidente Acer - ponendo il tema fondamentale di creare un nuovo piano casa per Bologna che preveda di andare avanti sul progetto Mille case, che ha risolto tantissimi problemi di assegnazione".

In questa prospettiva, Alberani chiede al futuro sindaco di porre "molta attenzione al tema dei ripristini e che vengano riviste alcune parti del regolamento, in particolare sul rapporto tra servizi sociali e Acer". Ma ovviamente un messaggio è rivolto anche al Governo, "che incalzo sul Pnrr- afferma Alberani- perchè aspettiamo che vengano investite delle risorse". Su questi temi Alberani, che si è sfilato dalla corsa a sindaco e successivamente non ha nascosto la speranza di essere confermato alla guida dell'Acer, intende dire la sua anche nel confronto alla Festa dell'Unità con il candidato del centrosinistra Matteo Lepore, in programma per il 16 settembre. "Di idee ne ho tante" e in quell'occasione "lancerò una serie di progetti - anticipa Alberani - che non riguardano solo Acer ma anche tutti gli altri temi della casa, che avevo segnalato nel mio programma".

Chi sono gli abitanti delle case popolari? 

Sempre più persone anziane, spesso sole. Sempre più famiglie numerose, in particolar modo di origine straniera. Si evolve così la popolazione delle case popolari di Bologna, secondo la fotografia scattata "tra vecchie e nuove fragilità sociali" dall'Acer. Si può parlare "di una piccola città", sottolinea in conferenza stampa il presidente Alessandro Alberani, considerando che a fine 2020 gli alloggi gestiti da Acer a livello metropolitano ospitavano 15.926 nuclei familiari per un totale di 36.396 persone (il 63% delle quali sono residenti a Bologna città). I nuclei assegnatari sono in maggioranza di cittadinanza italiana (77,4%), contano in media due o tre persone e presentano 8.265 euro di Isee: cifra che più o meno corrisponde alla pensione minima o a un reddito che non supera i 10.000 euro, fa i conti Alberani.

L'età media è pari a 61 anni e gli anziani over 65 sono il 42,1% del totale degli assegnatari, quota quasi doppia rispetto a quella confrontata con la popolazione complessiva (24,5% a fine 2019). Si registra poi la presenza di 1.966 nuclei (19%) in cui è presente un anziano con più di 80 anni non assistito: in molti casi, dunque, "casa popolare uguale anziani soli", avverte Alberani. Ma una fotografia più specifica è quella che riguarda l'ultima graduatoria Erp, chiusa a fine 2020 con la presentazione di 5.093 domande valide per 15.190 persone coinvolte. Le procedure di assegnazione sono in corso, ma intanto si conferma l'inversione di tendenza che si registra da un paio di anni sull'incidenza degli stranieri: le domande provenienti da questa parte di popolazione sono in maggioranza (circa il 60%) con l'interessamento di 70 diverse nazionalità.

(Dire) 

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