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Badanti sfruttate per assistenza anziani, Cgil: "Bene l'inchiesta, ora però recuperare gli stipendi non pagati"

Duro sfogo della camera del lavoro bolognese: "La situazione era già ben nota, molte lavoratrici mai pagate"

"Decine di lavoratrici" attraverso la Cgil chiedono "il recupero di retribuzioni maturate e Tfr mai corrisposti". E' uno degli strascichi dell'inchiesta su tre società di assistenza badanti, che la Finanza ha sequestrato arrestando la titolare 47enne per intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento.

"Da oltre un anno si registravano queste situazioni" segnalano le rappresentanze sindacali di Fp e Spi locali. Si parla di "numerose segnalazioni" inoltrate sia dalle lavoratrici che dalle famiglie clienti. Le prime venivano -secondo il sindacato- a volte non pagate, a volte anche minacciate, mentre da lato delle famiglie clienti "la stessa agenzia, facendosi pagare anticipatamente dai clienti, proponeva contratti onerosi senza al contempo retribuire le lavoratrice, che poi non rispettava nei servizi che offriva, con vincoli e penali per le famiglie degli anziani, che già si trovano in situazioni di grande fragilità e difficoltà".

L'inchiesta ha fatto scattare gli arresti domiciliari per l'imprenditrice titolare delle due sedi dell'agenzia badanti oggetto delle indagini, con due sedi, a Bologna e a Casalecchio, messe sotto sigillo. Gli accertamenti vanno a ritroso fino al 2017 e coinvolgono circa trecento lavoratrici.

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