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Blocco diesel Euro4, il giorno dopo: tra smog in risalita e richieste di dimissioni

All'indomani della ratifica in Regione del provvedimento tanto discusso, l'Ausl certifica un aumento dei morti riconducibili alla mal'aria. Il centrodestra chiede le dimissioni di Gazzolo

Mentre si annuncia (temporanea) della querelle attorno al blocco diesel Euro4, ratificata ieri dal provvedimento della Regione che ieri ha emendato il piano per la mobilità regionale, continuano gli strascichi di una polemica che ha toccato un nervo scoperto della pianura padana: l'inquinamento atmosferico.

Nuova manovra antismog: blocco diesel euro 4 da ottobre 2020

Il punto politico: Forza Italia, Lega e Movimento sovranista, in una insolita compagine unitaria in Regione, insistono sul chiedere a gran voce le dimissioni della assessora all'ambiente del Pd Paola Gazzolo, attraverso una "mozione di censura per la manifesta incapacità e inadeguatezza nella gestione del ruolo che ha cagionato gravi danni economici ai cittadini emiliano romagnoli e seminato dubbi sulla capacità dell'amministrazione regionale di effettuare valutazioni reali e concrete sugli obblighi da imporre ai propri cittadini".

Un passo indietro sul quale Gazzolo, interpellata qualche giorno fa in seguito a una analoga richiesta di dimissioni da parte però della sola Lega, aveva già risposto picche, rispondendo come le opposizioni si astennero quando nel 2017 fu votato il blocco, salvo poi salire sulle barricate a giochi fatti.

"Nel momento in cui scatta la misura- si sfoga Gazzolo, facendo riferimento a Lega e M5s- alla fine chi doveva sostenerla, come l'intera aula che ha votato il piano, si è messo contro e in modo disordinato ha informato malamente i cittadini. Tra l'altro, nessuno in questi mesi ha chiesto modifiche al piano. Forse chi accusa la Giunta e i sindaci di aver pensato alle elezioni, si dovrebbe invece chiedere se non lo abbia fatto in prima persona".

Smog e traffico, le polveri cancerogene sforano limite

Intanto, mentre a Bologna le centraline dell'Arpae fanno già registrare livelli inquinanti sopra i limiti di rischio sanitario, l'Ausl presenta un rapporto sulle cosidette malattie da inquinamento:  A Bologna nel 2017 lo smog ha ucciso più persone dell'anno precedente.

È quanto emerge dalla Valutazione sanitaria della qualità dell'aria a Bologna redatta dal Dipartimento di Sanità pubblica dell'Azienda usl di Bologna. Sono più di 15 anni che Ausl raccoglie, confronta e mette in relazione i dati dei decessi per tutte le patologie con quelli delle concentrazioni di inquinanti in atmosfera.

"Se sono in condizione di fragilità e sono esposto all'inquinamento posso morire per le conseguenze di una patologia cronico degenerativa del tipo broncopneumopatia cronico ostruttiva piuttosto che cardopatia", spiega a Radio Città del Capo Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica, che distingue gli effetti a breve termine dell'inquinamento, in cui sono compresi i decessi riferibili direttamente all'esposizione alle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e gas (ozono e biossido di azoto), e quelli a lungo termine, calcolati in relazione agli effetti dell'inquinamento sulla speranza di vita.

Nel 2017 sono stati 82 i decessi riconducibili all'esposizione a concentrazioni di Pm10 superiori a 20 µg/m3; nel 2016 erano stati 57. Discorso simile per le polveri sottilissime, le famigerate Pm2,5: nel 2017 le morti attribuibili all'esposizione a concentrazioni superiori a 10 µg/m3 sono state 146 mentre l'anno precedente erano state 108. Diminuiscono invece sensibilmente i decessi collegabili al biossido di azoto (59 nel 2017 e 73 nel 2016), per concentrazioni di inquinante pari a 20 µg/m3; sostanzialmente stabili i decessi per esposizione a concentrazioni di ozono superiori ai 70 µg/m3: 53 nel 2017, 52 nel 2016. Nel lungo periodo, i dati dell'Ausl certificano una diminuzione di circa 6 mesi della speranza di vita.

Blocco del traffico, nuove misure: l'opinione dei cittadini - VIDEO

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