Regionali, il commento di Bossi: "Bonaccini? Sull'autonomia si è mosso bene"

Il presidente a vita dela Lega Nord bacchetta Salvini sulla linea nazionalista, plaudendo al progetto del governatore riconfermato nelle urne. L'autonomia regionale è stata osteggiata dalle liste a sinistra della coalizione di Bonaccini alla vigilia delle urne

Umberto Bossi (FOTO: ANSA)

"Bonaccini è stato bravo ad agganciarsi per tempo al treno di Lombardia e Veneto, con il progetto di regionalismo differenziato". Sta tutto in questa frase, riportata oggi da Repubblica in una lunga intervista di Gad Lerner a Umberto Bossi, l'importante -e per ceri versi ingombrante- endorsement da parte del fu capo del Carroccio umberto Bossi nei confronti del presidente riconfermato Stefano Bonaccini, uscito vittorioso dalle elezioni regionali. Il tema è di quelli che anche a sinistra hanno fatto discutere, ovvero quello dell'autonomia delle regioni nelle materie di competenza dello stato.

La Lega salviniana, quella nazionale, quella che macina consensi seppure con qualche inciampo, secondo il senatùr, potrebbe però perdere pezzi importantissimi al Nord. In altre parole Salvini "ha concesso uno spazio che doveva essere il suo" a Bonaccini, commenta Bossi spiegando il ragionamento. 

"Come non capire -incalza Bossi- che il popolo emiliano vuole raggiungere il traguardo dell'autonomia sul modello Zaia e Fontana? Era la prima cosa da offrirgli, altro che prima gli italiani. Per quello basta e avanza la destra nazionalista. Ora spero sia chiaro: se trasferisci la Lega al Sud, poi diventa più difficile chiedere il voto alla Lombardia, al Veneto e all'Emilia". E ancora: "Oltre metà degli italiani vive sopra il Po. Se perdiamo questi, è finita".

Sull'autonomia regionale va detto che Bonaccini ha sempre indicato una sorta di terza via, con meno ambiti richiesti dal governo nazionale, da fare entrare nella gestione regionale. Un'autonomia 'soft', che non richiederebbe tutti e 23 gli ambiti decisionali da trasferire dallo stato alla Regione e che non tratterrebbe risorse fiscali per sè, ma che interverrebbe per esempio sul sistema dell'istruzione.

Un progetto, quello dell'autonomia 'alla emiliana', che Bonaccini ha ribadito tra i primi punti dopo la vittoria alle urne, fermamente osteggiato da una della formazioni di sinistra, l'Altra Emilia-Romagna e Potere al Popolo in particolare, per le quali il disegno dell'autonomia sarebbe proprio il tentativo di inseguire la Lega nel suo terreno, con grande affanno delle competenze oggetto della trattativa, come l'istruzione, che entrerebbero nella sfera decisionale di viale Aldo Moro.

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