Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Navile / Via Marc'Antonio Raimondi

Scomparsa Carabellò, quelle macchie di sangue sulla giacca: 'Delitto d'impeto'

Il reperto esaminato dalla criminologa Bruzzone. Secondo i legali della famiglia il 46enne sarebbe stato ucciso e il suo corpo poi occultato da più mani

Continua la ricerca di quanto accaduto a Biagio Carabellò, scomparso dal 23 novembre 2015. Ieri una riunione con l'avvocato della famiglia Barbara Iannuccelli, la criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone, i carabinieri e il Pm Stefano Orsi che si occupa del caso, ha analizzato il giaccone di Biagio, rinvenuto lo scorso febbraio dai Ris nell'appartamento di via Raimondi, ultima dimora conosciuta di Carabellò.

Le conclusioni alle quali arriva Bruzzone sono quelle di un delitto d'impeto. L'indumento del 46enne scomparso nel nulla era macchiato di sangue, macchie che qualcuno avrebbe poi cercato di lavare via. Il sangue appartiene proprio a Carabellò, stando all'esito dell'esame del Dna basato sulla madre dello scomparso.

"La giacca non era indossata da Biagio al momento del delitto -osserva la criminologa- ma probabilmente era limitrofa al punto in cui è stato aggredito". L'ipotesi è che il delitto sia stato commesso al chiuso, vicino a quella giacca: alcune testimonianze riconducono Carabellò riconosciuto fuori di casa il giorno della scomparsa, una giornata molto fredda. La deduzione è che il giaccone sia stato macchiato quando non era indossato, ma vicino a Carabellò.

Tutte queste considerazioni e altro materiale sarà raccolto e contenuto in una memoria tecnica che sia Bruzzone che Iannuccelli stanno elaborando: comprese nel dossier verranno inserite tutte le intercettazioni e le dichiarazioni rese durante le indagini, oltre ad altri rilievi del Ris.

Ringraziando la Procura per la collaborazione e la disponibilità Bruzzone, affiancata dalla sorella dello scomparso Susanna, incontra la stampa a margine e spiega la sua ipotesi. Secondo la criminologa, chi ha ucciso Biagio ha agito da solo, servendosi però di un aiuto per far sparire il corpo. 

"Questa è una storia tempestata di bugie e alcune riteniamo di averle individuate - ha detto ancora Bruzzone - ora ripercorrendo a ritroso queste menzogne cercheremo di dare verita' e giustizia a Biagio".

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