"La crisi economica per coronavirus? La paghino i ricchi"

Dopo il presidio in prefettura dell'altro giorno i sindacati di base e i movimenti di sinistra vogliono tornare in strada per manifestare il proprio dissenso e chiedere misure più incisive per chi si trova escluso dagli ammortizzatori sociali. "I soldi? Serve una patrimoniale come si deve"

Il motto è "Make the rich pay for Covid-19", ovvero, grossomodo, "Fate in modo che la crisi per il coronavirus lo paghino i ricchi". Non usano mezzi termini i sindacati di base bolognesi, che per venerdì 8 maggio alle 11:30 hanno dato appuntamento sotto la Regione Emilia-Romagna per un presidio di protesta contro regione e governo. 

Quelle messe in atto fino a ora sono iniziative insufficienti per tutelare chi è rimasto più scoperto in questi primi vagiti di crisi economica -secondo i promotori- e cioè lavoratori e lavoratrici precari e stagionali, tutte categorie in massima parte escluse da forme di cassaintegrazione e ammortizzatori sociali in genere.

Il ragionamento è semplice: se riaprono aziende e attività produttive, allora anche i lavoratori reclamano il loro diritto a protestare, riprendendo con scioperi e 'lotte' nei luoghi di lavoro e nelle piazze, per far valere i propri diritti. Il presidio è chiamato da Adl Cobas Emilia-Romagna, Sindacato Generale di Base Bologna e Si Cobas.

La richiesta principale è che Regione e Governo attuino una "riforma radicale e strutturale del sistema di welfare e della sanità pubblica", dando priorità alla salute sui luoghi di lavoro. Non solo, è necessario anche che la Regione si muova 'concretamente' in difesa dei lavoratori precari (che con l'emergenza coronavirus hanno visto la loro situazione peggiorare), garantendo forme di reddito a tutti. Come? Tra le proposte anche il taglio alle spese militari e l'avvio di una tassa patrimoniale, che vada a colpire le fasce più elevate.

Gli organizzatori precisano che l'azione sarà "da attuare in forma consapevole a tutela della salute di tutti e nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti-contagio".

Tra chi aderisce alla mobilitazione e dunque conferma la sua presenza venerdì in viale Aldo Modo, anche il Forum per il diritto alla salute, i promotori della campagna 'Reddito di quarantena', Riders Union Bologna, i ragazzi di RentStrike Bolognina, e i collettivi Saperi naviganti, Ya Basta, Laboratorio salute popolare, Crash e Cua.

Già martedì un presidio era stato organizzato da Asia-Usb, Potere al popolo e Noi restiamo sotto la prefettura. Anche in quel caso, sebbene il dito sia stato puntato prevalentemente sulla situazione degli affitti (di cui ne viene chiesto il blocco) le istanze sono le medesime, e soprattutto la stessa è la ricetta.

Un'altra proposta che viene dalla sinistra radicale è un reddito di base esteso, che assieme agli affitti bloccati tuteli le fasce più deboli della popolazione maggiormente esposte alle conseguenze economiche del coronavirus.

Sul tema degli affitti la questione è da subito concreta. "Molti proprietari non accettano patteggiamenti o trattative quindi diventa un problema molto concreto soprattutto per chi è rimasto escluso dagli ammortizzatori sociali che il governo ha messo a disposizione o quelli per cui non bastano- spiega Federico Fornasari di Asia-Usb- ci vuole una soluzione immediata a un problema immediato, non si può lasciare alla contrattazione individuale: gli affitti vanno bloccati immediatamente e ci deve essere un intervento straordinario da parte del governo e delle regioni su questo".

Una proposta che va di pari passo con il "garantire il reddito di base incondizionato che non sia soltanto relativo ai mesi di emergenza ma che vada anche oltre", magari allargando "senza condizionalità, urbi et orbi, il reddito di cittadinanza già presente e anche ampliandone le cifre. Molti paesi lo stanno facendo, non vediamo perché il governo italiano non debba".

E se la domanda è dove si trovano i fondi, "i sacrifici sono proporzionali: chi più ha più deve mettere, dunque noi caldeggiamo una patrimoniale fatta come si deve. Non vediamo perché una minoranza della popolazione debba essere in totale quasi più ricca di noi persone comuni". (Dire)

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