Cronaca

Il piccolo David morto di freddo: a giudizio genitori e assistenti sociali

Così ha deciso il Pm. Accusati di negligenza i genitori. Responsabilità anche da parte delle assistenti sociali, che avrebbero sottovalutato le condizioni disagiate della famiglia

Il piccolo Devid Berdhi 23 giorni appena, morto per una polmonite. Il neonato è deceduto lo scorso 5 gennaio, per strada, dove viveva con i genitori, il suo gemellino e la sorella di 3 anni e mezzo.

Sul caso indaga il tribunale di Bologna. E oggi il pm Alessandra Serra ha chiesto quattro rinvii a giudizio per omicidio colposo per la morte del piccolo. La richiesta riguarda i genitori del piccolo e due assistenti sociali, la responsabile dei servizi sociali area famiglia e minori del quartiere Santo Stefano e una assistente incaricata della stessa struttura.

Ai genitori viene imputata la negligenza, l'imprudenza e l'imperizia che avrebbero portato al decesso del piccolo, alle assistenti sociali di aver sottovalutato le condizioni disagiate della famiglia che, con tre bambini viveva in strada in pieno inverno: le assistenti sociali, quindi, non avrebbero impedito l'evento della morte del bimbo per una polmonite non curata, che avevano l'obbligo giuridico di impedire.

Quando la Procura coinvolse le operatrici si pronunciò in merito l'Assessore al Welfare Amelia Frascaroli. Per l'ex dirigente Caritas le colpe per vicende come questa "non possono ricadere sugli operatori". Perché è "il sistema intero ad avere bisogno di una profonda revisione". La tragedia della morte del bambino e i suoi risvolti giudiziari, in questo senso, "danno un'indicazione molto chiara all'amministrazione". E se per un ripensamento generale, c'é bisogno di tempo, "alcuni aggiustamenti sono da fare in modo immediato.".

 

 

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