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Sicurezza, chiesti altri militari in città: si parla di terrorismo, ma non di zona U

Problematiche della zona U discusse in question time e durante un incontro dedicato. I sindacati della Polizia municipale: "servirebbero regole d'ingaggio più chiare"

Il Comune di Bologna "ha già richiesto un ulteriore contingente militare per l'operazione Strade sicure e ora sta lavorando per reiterare questa richiesta allo Stato, anche perchè in città abbiamo molti obiettivi sensibili ad eventuali azioni terroristiche". Lo dice l'assessore alla sicurezza Riccardo Malagoli rispondendo alla domanda della consigliera della Lega nord Lucia Borgonzoni durante question time di ieri. 

Nella sua domanda, l'esponente del Carroccio prende spunto dal fatto che "l'ipotesi di servirsi dei militari come presidio del territorio è già stata attuata sul nostro territorio e i problemi della zona universitaria sono arrivati a riempire anche le pagine nazionali degli organi di stampa per chiedere alla giunta visto che con la fine del Giubileo si sono liberate delle unità militari, e che città come Milano ne hanno richiesta una parte per presidiare le zone più a rischio". Intende domandare personale aggiuntivo prima che tutte le altre città lo richiedano? L'interrogativo della Borgonzoni.  

Domanda a cui Malagoli risponde affermando che "Non aspettiamo che altre città facciano richieste", prima di confermare che il Comune ha intenzione di chiedere l'invio di altri militari. Nella sua risposta, però, l'assessore fa riferimento soltanto agli "obiettivi sensibili" presenti a Bologna, senza pronunciarsi su un possibile impiego dei militari in zona universitaria, o in altre aree a rischio della città.

E della situazione in zona universitaria, in particolare in piazza Verdi, si è discusso anche ieri pomeriggio in una seduta di commissione a cui hanno partecipato, oltre ai consiglieri, anche i rappresentanti dei residenti e degli esercenti della zona, e i sindacati della Polizia municipale. La seduta serviva a fare il punto dopo la commissione itinerante che, due settimane fa, ha portato i consiglieri a visitare, in notturna, proprio piazza Verdi.

I temi all'ordine del giorno sono i soliti, tanto che Giuseppe Sisti dell'associazione via Petroni e dintorni rinuncia a parlare: "No, grazie - risponde alla presidente della commissione Lucia Borgonzoni che lo aveva invitato al tavolo - mi sono stufato di ripetere sempre le stesse cose, per una volta vorrei ascoltare, e soprattutto vorrei vedere qualche azione concreta per migliorare la situazione".

Otello Ciavatti, del comitato piazza Verdi, decide invece di rimarcare, una volta di più, "lo spaccio di droga diffuso e impunito, che va risolto con interventi sistemici, e non con misure-spot, e il problema del rumore notturno, che si potrebbe forse attenuare prevedendo tassi di interesse agevolati per chi vuole aprire in zona un esercizio commerciale diverso dai soliti locali, o per chi vuole riconvertire la propria attività".

Proposta non condivisa dal presidente bolognese di Confesercenti Massimo Zucchini, che ricorda come "quando si è tentato di fare qualcosa di simile in passato non ha mai funzionato, semplicemente perchè chi va in piazza Verdi cerca un certo tipo di attività, e non altre", mentre il presidente del consorzio Enjoy Bologna Giancarlo Bomprezzi rilancia "la necessità di contrastare più efficacemente la vendita abusiva di alcolici, e di eliminare le bottiglie di vetro in tutto il centro storico di Bologna".

E sulla questione del rumore interviene anche il consigliere di Forza Italia del quartiere Santo Stefano Loris Folegatti, segnalando ironicamente che "dati alla mano, la zona universitaria di Bologna è la più silenziosa del mondo, visto che dal 2013 ad oggi lì non è stata fatta neanche una sanzione per schiamazzi notturni".

Una "cosa ridicola", secondo l''esponente di Fi, che coglie l'occasione per chiamare in causa anche l'Ateneo, che a suo dire "dovrebbe dotarsi di un codice etico che preveda delle penalità per gli studenti ''beccati'' a disturbare la quiete pubblica".

Da parte loro, infine, i sindacati della Polizia municipale rispediscono al mittente le accuse di inefficienza che spesso hanno ricevuto per quanto avviene in piazza Verdi. In particolare, il segretario vicario del Sulpm Carlo Del Percio tiene a sottolineare che "nel 2016 abbiamo arrestato 50 persone per reati come furti, borseggi e spaccio di droga, e abbiamo sequestrato anche 3.000 bottiglie di birra che venivano vendute abusivamente". Semmai, chiosano Del Percio e gli altri sindacalisti presenti, "servirebbero regole d'ingaggio più chiare", che agevolino anche la ''convivenza'' dei vigili "con Polizia e Carabinieri".

(agenzia Dire)

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