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Ex Breda, si ricomincia: 'Non pagheremo stipendi' e scatta sciopero contro fallimento

Il 10 novembre dovevano arrivare le buste paga di ottobre, ma l'azienda ha fatto sapere che non onorerà i pagamenti

All'ex Bredamenarinibus di Bologna le acque tornano ad agitarsi. Mentre il processo di ricapitalizzazione va avanti a piccoli passi, i lavoratori sono senza stipendi e le fabbriche, tra cui la ex Breda, senza autobus da produrre. E allora ecco che il sindacato prova a riaccendere i riflettori: su Facebook, Bruno Papignani, segretario della Fiom-Cgil dell'Emilia-Romagna, annuncia uno sciopero e un'assemblea giovedì prossimo.

Industria italiana autobus intanto ha fatto sapere i soldi non ci sono, q uindi nemmeno gli stipendi saranno pagati. "Non essendo avvenuta l'auspicata ricapitalizzazione", che doveva concretizzarsi proprio venerdì scorso, "la nostra società non è, come ben sapete, in grado di poter assolvere al pagamento degli stipendi" di ottobre, soldi attesi oggi dai lavoratori.

E' al stessa società a chiarire la situazione, nero su bianco, in una lettera al ministero dello Sviluppo economico, a Fs, a Invitalia e a Leonardo. Ammissione che fa il paio con una stasi totale in fabbrica.

A Bologna la situazione è questa: i dipendenti al lavoro si limitano ad assembleare gli autobus fatti appunto in Turchia da Karsan. I mezzi arrivano sotto le Due torri per essere rifiniti, controllati e abilitati al servizio. Ma di fare bus nuovi non se ne parla: come mancano i soldi per gli stipendi, mancano pure quelli per comprare i materiali necessari a costruire gli autobus. "I materiali arrivano a spizzichi e bocconi, spesso non arrivano o arrivano sbagliati, cioè ci mandano cose che abbiamo già in magazzino...", dicono i delegati.

I bus attesi da Start, l'azienda di trasporto pubblico locale della Romagna, saranno consegnati forse con un anno di ritardo: sono stati costruiti ma non finiti ("Sono al 50-60%"), ma mancano appunto i pezzi per finirli. Se va bene, calcola Cristiano Bruni, delegato dell'ex Bredamenarinibus di Bologna, vanno ordinati e ci vogliono tre mesi per averli, poi passano altri 20 giorni lavorativi per finire i veicoli; sta di fatto che i 25 autobus per Start potrebbero essere pronti a marzo, ma dovevano essere consegnati un anno prima.

E' di questo che parlava il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, venerdì scorso al cogresso della Fiom regionale quando diceva che "finora gli unici soldi veri li ha messi la Regione attraverso le aziende di trasporto pubblico locale" segnalando che "i lavoratori sono arrabbiati" perché prendono sì lo stipendio (quello che Bonaccini rivendica di aver 'salvato' sbloccando il pagamento delle commesse delle aziende di trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna e segnatamente Start), ma senza lavorare; dall'altro, i cittadini non vedono in strada i nuovi mezzi ecologici. Appunto, sintetizzava Bonaccini: "Il rischio è che gli autobus già pagati non si facciano". Come nel caso di Start. Ma dall'ex Breda si specifica che la stessa sorte può riguardare altre aziende di Tpl. (Mac/ Dire) 

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