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Ecco come saranno le nuove scuole Carracci \ VIDEO

Presentato oggi il progetto vincitore del concorso di progettazione del Comune di Bologna

 

Il progetto c'è: le nuove scuole Carracci saranno innovative ed ecosostenibili. Zero impatto ambientale, zero consumo di suolo, una palestra, un'agorà. Un progetto che dà risalto all'ambiente circostante, senza alterarne il paesaggio; come spiega l'architetto Vincenzo Mancuso, tra i progettisti dello studio vincitore (ABP Studio e TIAR Studio di Firenze).

I lavori di demolizione delle ex scuole sono partiti il mese scorso, quelli di costruzione del nuovo edificio partiranno verosimilmente nel 2020. "Non diamo date per scaramanzia - ha detto l'assessora ai Lavori Pubblici Virginia Gieri - ora l'iter, al quale abbiamo dato una grossa accelerata, prevede la messa al bando della gara, che arriverà entro la fine dell'anno". 

Le nuove Carracci ospiteranno 400 ragazzi divisi in 14 classi: tre sezioni di scuola secondaria di primo grado e una di primaria. Intanto, in attesa del nuovo edificio, il Comune aveva cercato spazi nuovi in quartiere ma al momento non sono stati trovati. Ma l'assessora alla scuola, la vicesindaca Pillatti assicura che non ce ne sarà bisogno: "Con le scuole attualmente funzionanti siamo in grado di far fronte all'incremento potenziale che i dati ci presentano".

Il progetto vincitore 

Nelle intenzioni dei progettisti la nuova scuola “offre un nuovo servizio alla comunità e valorizza il contesto circostante. La composizione architettonica del complesso, l’accessibilità, l’organizzazione degli spazi esterni, lo studio dei percorsi e l’integrazione di servizi aperti alla città, consentono al nuovo polo scolastico di essere parte integrante della vita della collettività, aprendosi in orari diversi da quelli scolastici e garantendo un rapporto sostenibile con l’esistente”. 

Come richiesto dal bando, il progetto nasce da una attenta lettura del contesto, con la “volontà di dare vita ad un volume che si inserisca nel paesaggio circostante con discrezione e nel rispetto del contesto naturale, sfruttando il declivio naturale del terreno e riducendo così l’impatto visivo del nuovo edificio”. La nuova scuola va a occupare il sedime della vecchia, non consumando suolo “naturale” e permettendo la conservazione delle alberature esistenti. La collocazione della scuola sul pendio comporta la possibilità di una continua integrazione tra edificio e verde, offrendo “sempre la visione diretta dell’ambiente naturale, la cui conoscenza e scoperta divengono momento di crescita dell’alunno”. 

L’accesso principale alle nuove scuole avverrà dal parcheggio esistente, mentre un accesso indipendente è garantito per la palestra che è organizzata sul livello del giardino Dotti, permettendo una nuova relazione tra spazi sportivi all’aperto e nell’edificio. 
Le scuole primaria e secondaria hanno accesso comune, ma sono sistemate su piani diversi: la primaria al piano terra e la secondaria al primo piano, entrambe collegate con l’area verde circostante. Come previsto dal bando possono comunque essere resi accessibili, oltre alla palestra, altri spazi significativi come l’agorà, la mensa, la biblioteca scolastica. 

L’agorà è un grande spazio centrale, il cuore dell’edificio, costituito da un ambiente a doppia altezza caratterizzato da un’ampia scalinata a gradoni e da una vetrata con vista sulla collina a est; oltre che come spazio distributivo, quindi di incontro e di attività informali, potrà essere utilizzato come auditorium. 

La palestra è un altro luogo centrale del progetto, che dimostra a un tempo l’integrazione della scuola nel quartiere (la palestra affaccia su un porticato sul piano del giardino, offrendo la possibilità di integrare lo spazio indoor con attività all’aperto) e l’integrazione delle diverse strutture in un insieme compatto (un ballatoio al piano superiore permette ai ragazzi della secondaria di affacciarsi sulla palestra). 

La scuola ha facciate semplici caratterizzate da un rivestimento in doghe di larice, dal basamento intonacato e dalle tende rosse a protezione dal caldo. Anche la copertura è molto semplice, ad unica falda rivolta verso l’interno. 

Il progetto delle aree esterne - che ampliano l’area scolastica ad includere la parte ad est, come consentito dal bando - è stato pensato con attenzione alla loro funzione didattica: un ampio percorso circolare in ghiaia “ha la funzione principale di separare lo spazio verde a carattere naturale da quello attrezzato e rappresenta una “passeggiata continua” che entra anche all’interno della scuola creando un unico percorso formativo”. 
La parte esterna al cerchio non viene modificata rispetto alla situazione attuale, mentre all’interno di trovano spazi organizzati come aule all’aperto, un giardino-orto “per imparare i cicli della natura, prendersene cura e raccoglierne i frutti durante le diverse stagioni” e una “agorà esterna, “specchio” dell’agorà interna, punto in cui il dialogo tra interno ed esterno si esalta maggiormente”. 

Dal punto di vista dell’organizzazione degli spazi per l’insegnamento il progetto si propone “di garantire una concezione innovativa nell’interpretazione degli spazi sul piano della qualità percettiva e della fluidità funzionale. A partire da questi presupposti, tutto diventa spazio per l’apprendimento: gli ambienti per la didattica sono pensati per essere semplici e razionali, cercando un equilibrio tra spazi definiti e spazi adattabili, considerando che uno stesso luogo può essere vissuto in modi e momenti diversi. Inoltre, il continuo evolversi del metodo di insegnamento presuppone che gli ambienti debbano essere in grado di assimilare queste trasformazioni con costi e tempi ridotti”. 

L’atrio e l’agorà, le aule concepite come home-base e atelier integrabili, gli spazi di connessione, la mensa, la biblioteca, la palestra e gli uffici per il personale sono integrati e separati in modo da favorire l’applicazione di questi concetti. 

Il sistema costruttivo adottato per rispondere alle richieste del bando consente alte prestazioni dal punto di vista strutturale e ambientale: un telaio in calcestruzzo armato consente di risolvere il rapporto con le fondazioni e il terreno, mentre la struttura in elevazione è in legno, garantendo una vita utile dell’edificio di 100 anni, con prestazioni di massima sicurezza in relazione alle norme tecniche vigenti. 

L’edificio è progettato in modo da offrire prestazioni importanti dal punto di vista delle richieste e della produzione di energia, superiori a quelle stabilite dal bando. Il fabbisogno energetico complessivo è soddisfatto da impianti a fonti rinnovabili (pannelli fotovoltaici) e con sistemi alternativi ad alta efficienza (centrale termo-frigorifera con pompe di calore aria-acqua). 

Anche le strategie di progettazione impiantistica che riguardano il risparmio idrico, l’illuminazione naturale, l’areazione naturale e quella meccanica ventilata, i dispositivi di protezione solare, i dispositivi che minimizzano l’inquinamento indoor - sia dal punto di vista elettromagnetico che dei materiali impiegati - e massimizzano il comfort acustico, sono molto interessanti dal punto di vista della sostenibilità dell’edificio e delle sue caratteristiche di salubrità. Il monitoraggio dei consumi e un sistema di controllo automatizzato degli impianti garantirà nel tempo il rapporto tra edificio e ambiente, minimizzandone i costi di gestione.

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