Fase due e lavoro, Cgil: "Recessione in tutti i settori"

Non c'è settore che non veda il segno meno nella ripartenza

Avviata la fase 2, la situazione sul territorio bolognese "assume caratteristiche che alimentano una spirale recessiva dell'economia con ricadute sull'insieme delle attività e del tessuto produttivo".

E' l'allarme lanciato dal segretario della Cgil, Maurizio Lungi, che diffonde una mappatura della crisi settore per settore e sottolinea la necessità di usare la contrattazione per "salvaguardare i posti di lavoro, la tenuta occupazionale complessiva".

Nel commercio, la Cgil segnala 28.000 lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali, "con il settore del turismo e della ristorazione-bar praticamente fermo". Nella metalmeccanica "le aziende stanno gradualmente riprendendo, si stima comunque una riduzione di circa il 40% della normale capacità produttiva e un coinvolgimento di circa 40.000 lavoratori", continua Lunghi.

E l'edilizia? "Dei circa 7.000 lavoratori del comporto il 90% era fermo dal 16 marzo scorso, la ripresaè graduale- afferma Lunghi- siamo attorno al 30%, la ragione del rallentamento deriva dalla difficoltà di operare in sicurezza e nell'applicazione dei protocolli previsti e concordati a livello nazionale.
Probabile ripresa al 100% verso la fine di maggio".

Nei servizi alla persona e nel comparto socio-assistenziale "ci sono 5.000 lavoratori collocati nel Fondo integrativo di sostegno al reddito- riferisce il segretario della Cgil- in attesa di capire cosa succederà sulle attività dei centri estivi e soprattutto sui servizi ai disabili dove di fatto è tutto fermo".

Nel tessile "la punta della cassa integrazione ha raggiunto i 10.000 lavoratori, di fatto il settore è fermo, è saltata la stagione e si sta tentando di riprendere lentamente con la prototipia, pesa l'incertezza di apertura dei negozi", rileva Lunghi.

Per chimica, gomma e plastica "si è ripresa l'attività a ritmo ridotto, sono state mediamente soltanto due le settimane di fermata totale", riepiloga Lunghi. Mentre per cultura, sport e spettacoli "è ancora tutto fermo" ed è "difficile una stima numerica in quanto sono molto diffusi i contratti atipici e le collaborazioni", dichiara Lunghi. Infine, l'artigianato: "Sono 13.838 i lavoratori interessati al sostegno al reddito tramite il fondo Eber. La ripresa sta riducendo l'uso dell'ammortizzatore, soprattutto nei settori legati all'industria- spiega il segretario della Cgil- mentre restano fermi il tessile le parrucchiere e i servizi alla persona".

Ognuno deve fare la propria parte, "a partire dall'Europa con gli aiuti finanziari necessari- afferma Lunghi- il Governo che deve garantire e velocizzare l'applicazione del Cura Italia e soprattutto avviare il confronto nazionale sui temi dello sviluppo futuro con Cgil, Cisl e Uil".

Su questi temi "possiamo dare un contributo importante come Citta' metropolitana e soprattutto con il tavolo regionale che affronterà il merito di un nuovo Patto per il lavoro", è certo Lunghi.

"Grande attenzione" va rivolta al sociale, continua Lunghi, rimarcando poi il bisogno di "rafforzare" il sistema sanitario per renderlo "sempre più eccellente" e in grado di affrontare le emergenze, così come è necessario "superare le situazioni di difficoltà" emerse nel settore socio-sanitario e di cura agli anziani. Il diritto allo studio "dev'essere un impegno concreto", avverte Lunghi, aggiungendo che "va rafforzata la ricerca, a partire da prodotti ecocompatibili, e la formazione continua, per meglio cogliere le potenzialità digitali e tecnologiche anche del lavoro a distanza, costruendo nuove pagine contrattuali sui diritti alla persona e sulla tenuta democratica del sistema". (Pam/ Dire)

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