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Fipronil, uova contaminate: blocco cautelativo degli allevamenti

Già tre lotti di prodotti alimentari derivati da uova provenienti da Germania, Belgio e Olanda erano stati bloccati l'11 agosto scorso a Bologna e a Parma

La Regione Emilia-Romagna ha bloccato la commercializzazione delle uova di alcuni allevamenti del territorio. Si tratta di una decisione presa "a scopo cautelativo", anche se le uova sgusciate trovate in Calabria avevano percentuali di Fipronil che gli esperti giudicano molto al di sotto della soglia di tossicità. 

Il provvedimento è stato annunciato oggi dagli assessori regionali alle Politiche per la salute Sergio Venturi e all'agricoltura Simona Caselli durante un incontro con Assoavi e Unaitalia, due delle principali associazioni di produttori del settore.

"E' un'iniziativa che abbiamo adottato mettendo in atto il principio di massima precauzione - hanno spiegato - a tutela della salute pubblica, ma anche di una filiera che rappresenta in Emilia-Romagna una punta di eccellenza" essendo "un importante settore produttivo che nella nostra regione, da sempre sottoposto a controlli rigorosi dalla fase produttiva a quella di commercializzazione".

Il provvedimento, dunque, garantirà nell'immediato che tutte le produzioni sospette siano ritirate o non immesse nel mercato, in attesa degli accertamenti di laboratorio da parte della sede di Brescia dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia-Romagna.

Tre lotti di prodotti alimentari derivati da uova provenienti da Germania, Belgio e Olanda erano stati bloccati l'11 agosto scorso a Bologna e a Parma. Le partite sono state sottoposte a fermo 'cautelativo', perchè le uova con cui i prodotti sono preparati provengono probabilmente dalle zone coinvolte dal caso Fipronil, fa sapere la Regione. Ora è stato predisposto un piano di campionamento e analisi che si svolgerà nei prossimi giorni.

FIPRONIL. Si tratta  di un insetticida che disturba l'attività del sistema nervoso centrale degli insetti. Viene usato come antipulci ed è un veleno ad azione lenta. 

Alle associazioni dei produttori, aggiungono gli assessori, "abbiamo detto una cosa chiara: la Regione da anni è impegnata a garantire produzione sane, che tutelino la salute delle persone in primo luogo, nonchè la qualità dei prodotti. C'è la catena dei controlli delle autorità sanitarie, che anche in questo caso ha dimostrato di funzionare bene e che nei prossimi giorni proseguirà e, anzi, verrà estesa a tutti gli allevamenti".

Venturi e Caselli giudicano positivamente la volontà delle associazioni "di dotarsi di rigidi protocolli di autocontrollo da applicare a tutti gli associati, per controllare capillarmente tutta la filiera produttiva. Noi, come Regione, saremo inflessibili nell'esigere comportamenti corretti, perchè non si scherza e non si fa profitto sulla salute dei consumatori". Insomma, se emergessero o si evidenziassero problemi, proseguono "oltre a segnalarlo agli organi competenti, deve essere immediatamente bloccata la commercializzazione dei prodotti sospetti, in attesa degli accertamenti". (dire) 

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